Esce il secondo album solista di Nicky Wire dei Manics

Il disco del bassista dei Manic Street Preachers s’intitola "Intimism" ed è disponibile su Bandcamp
Esce il secondo album solista di Nicky Wire dei Manics
Credits: Vincenzo Nicolello / Concessione in uso a Rockol

Nicky Wire dei Manic Street Preachers ha pubblicato a sorpresa il suo nuovo, ma da tempo annunciato album da solista dal titolo "Intimism".

Dopo l’uscita del singolo "Contact Sheets", il bassista e paroliere dei Manics ha reso disponibile integralmente tramite BandCamp il suo secondo disco da solista.

"Questo disco è un collage messo insieme nell'ultimo decennio", ha detto Wire. “È come me, come posso essere io. È un distillato delle mie più pure fantasie indie, un luogo in cui tutte quelle liste spezzate di rimpianti si sono ritrovate riallineate. Ho trovato un linguaggio musicale e lirico che potrei definire mio. Un paesaggio di miracoli mondani, monologhi interiori e lacerante disprezzo di sé." Parlando con The Quietus Wire ha però affermato: “Odio la frase 'il sé autentico' perché non ho idea di cosa significhi veramente.”

Prima di "Intimism" Wire ha pubblicato il suo precedente album solista 'I Killed The Zeitgeist' nel 2006. Questa seconda uscita da una parte ha sorpreso i fan e dall’altra li ha soddisfatti perché aspettavano questa uscita da alcuni anni.

"È fatta" aveva detto già nel 2021 Nicky Wire a NME, ignorando però il destino di ciò che aveva realizzato. “Comunque, potrei seppellirlo in un fottuto stagno da qualche parte, potrei bruciarlo, potrei distribuirlo per corrispondenza, potrei farlo su Bandcamp. È molto fottutamente fragile. Ha un stile jazz moderno, molto fuori posto e alcune vibrazioni indie C-86.”

Ha continuato: “Ci sono alcune cose alla Miles Davis del periodo 'Bitches Brew', alcune oscure trombe e alcune canzoni che suonano proprio come gli Shop Assistants. Ci sono Gav Fitzjohn alla tromba e Sean Moore alla batteria che si rifiuta di suonare la tromba. Perché dice che il suo labbro è andato.

Dunque che questo secondo album di Wire fosse annunciato da tempo è cosa nota. Anche il frontman dei Manics, James Dean Bradfield, aveva rivelato, nel 2020, che Wire stava registrando il suo nuovo LP mentre lui, il cantante, era al lavoro sul suo secondo album da solista, "Even In Exile".

"Avrei avuto il uno studio un giorno, lui l'avrebbe avuto il giorno dopo, mi ha chiesto di suonare un assolo di chitarra su una delle sue tracce, e sì - le sue cose suonano alla grande", aveva detto ai tempi Bradfield a NME. “C'era una canzone che era fottutamente fantastica ma difficile da descrivere. Era un suono molto moderno, molto elettronico.”

Anche il fratello di Wire, il celebre poeta Patrick Jones, si è rivolto a Twitter per elogiare il disco, definendolo un "album bellissimo e riflessivo" e sottolineando il brano "White Musk", scritto in omaggio alla loro defunta madre.

I Manics hanno recentemente pubblicato immagini sui social media della band al lavoro sul seguito dell'ultimo disco"The Ultra Vivid Lament" del 2021.

All'inizio di questo mese, la band gallese ha tenuto un concerto che è stato uno dei momenti salienti del festival di Glastonbury. Si sono esibiti sul The Other Stage con un set che ha reso omaggio a Richey Edwards (il chitarrista della band scomparso nel 1995 e dichiarato "presunto morto" nel 2008 - Leggi qui) suonando parecchi brani da "The Holy Bible" (1994) insieme a singoli di successo e brani preferiti dai fan, oltre a due duetti con il collaboratore The Anchoress.

 

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