Alt-J: "per noi nulla è off limits”
Passare da chitarre a beat, da un sample di Miley Cyrus a uno di una canzone folk: gli alt-j sono e rimangono uno dei nomi più originali del panorama musicale contemporaneo. “Per noi nulla è off limits”, mi spiega via zoom Gus Unger-Hamilton: guardando il loro curriculum c’è da credergli - e da andarli a vedere dal vivo: suoneranno della prima sera del secondo weekend de La Prima Estate, il prossimo 23 giugno, a Lido di Camaiore
Tra rock, indie ed elettronica
Un curriculum che li ha portati dai club ai palazzetti (hanno suonato al Forum di Assago) a slot da headliner nei festival. Gli inizi, 10 anni fa, con “ An Awesome Wave” che vince subito il Mercury Prize come miglior album. Poi concerti, tanti, anche se la loro musica potrebbe sembrare non così immediata da portare sul palco: “Non abbiamo una vera istruzione su come si scrive una canzone, abbiamo background molto diversi”, spiega Unger-Hamilton sul metodo compositivo che porta gli Alt-J ad abbandonare la classica forma-canzone e sperimentare con brani dalla struttura complessa. “Io ho un’educazione classica, Tom (Sonny Green, ndr) è un batterista che arriva dall’heavy metal, Jim (Newman, il cantante e chitarrista, ndr) ha imparato a suonare con suo padre. Quando finiamo un disco, passiamo un mese in studio a imparare le canzoni per suonarle dal vivo, usando campionamenti, tracce, manipolandole, per avere un sound che ci rappresenti. E un lavoro complesso, soprattutto per me, che suono le parti di basso, di tastiera, quelle di archi. E ho solo due mani…”
Il modo di suonare degli Alt-J, spiega il tastierista, ha più a che fare con l’elettronica - genere che frequentano - che con il rock: “È un’influenza sul nostro modo di stare sul palco. Mi ricordo di essere andato a vedere i Justice una quindicina di anni fa: era uno show in un club, c’era una croce al neon, loro usano i loro controller e sembravano fare poco o nulla, ma l’atmosfera era molto cool. Ho capito che si potevano fare show senza fare le rockstar. Noi non siamo una band con un frontman, non saltiamo sul pubblico e non ci arrampichiamo sul palco: suoniamo e basta. Con il tempo siamo diventati più sicuri sul palco, più a nostro agio, anche nell’uso delle produzioni. All’inizio pensavamo di voler essere giudicati soprattutto per gli album. Pensavamo di essere migliori in studio, nelle registrazioni, che dal vivo. Ora è l’opposto: sappiamo di poter mettere su un bel concerto".
Festival vs. palazzetti
Il set che portano in giro nei festival è un po’ diverso da quello nei palazzetti, meno produzione, più greatest hits: “La produzione ci aiuta a togliere pressione sulla band - ma negli ultimi tempi siamo tornati ad uno show più direi essenziale. In passato abbiamo fatto show con una sorta di vasca trasparente che ci circondava”, spiega, citando lo show per i 10 anni di “An Awesome Wave”. Molto spettacolare, ma la sensazione era che impedisse il contatto con il pubblico. In questo senso abbiamo ridotto la produzione, per ritrovare il contatto, soprattutto nei festival, dove magari non ci sono solo fan ma chi vuole sentire le nostre hit, ammesso che ne abbiamo”, scherza.
Un approccio apparentemente normale, per una band che normale non è: “Per noi nulla è off limits. Non c’è nulla che definisce o non definisce gli Alt-J”, spiega. Una band segno dei tempi: “Una volta i tuoi gusti erano definiti da dove scovavi la musica, mentre ora ti arriva da ogni parte. Per questo oggi il pubblico ha gusti molto più larghi, i generi non hanno molto più senso e peschiamo influenze e suoni da dove capita e ci interessa. Se proprio dovessi dire cosa siamo, siamo una indie rock guitar band, ma solo per semplicità. Ma, anche qua, quella tra indie e mainstream è una distinzione che ha una storia ma ha sempre meno senso: voglio dire, suoniamo nei palazzetti, non siamo così indie”.
Indie sicuramente nell’approccio: al momento la band è “unsigned”: stiamo pensando ad un nuovo album, ma in questo momento siamo una band senza contratto, visto il nostro è finito dopo ‘The dream”, il quarto, uscito l’anno scorso. Una band che pensa al futuro con entusiasmo!