Piaccia o no, con “Disco paradise” Fedez ci ha fregati di nuovo
Avete ascoltato “Disco paradise” di Fedez, Annalisa e gli Articolo 31 e subito vi è sembrato di aver ascoltato già altrove la melodia del ritornello, però non riuscite a capire dove, e quando? Vi aiutiamo noi: l’avete sentita negli spot del Cornetto Algida che da un mese passano continuamente in tv. L’operazione è a suo modo inedita. E per questo interessante, meritevole di essere raccontata. Dietro, naturalmente, c’è lo zampino di Fedez, che - piaccia o no - con le sue idee ci ha fregati di nuovo.
Una somiglianza? No: un'operazione precisa
Non si tratta di somiglianze, è bene chiarirlo: quello che si sente nello spot del gelato e quello che Fedez ha pubblicato stanotte insieme ad Annalisa e agli Articolo 31 - scritto a quattordici mani: tra gli autori, oltre agli stessi Fedez, Annalisa, J-Ax, DJ Jad e Wlady ci sono anche gli hitmaker di riferimento del giudice di “X Factor”, Davide Simonetta e Paolo Antonacci - sono proprio lo stesso brano. A metà aprile, d’altronde, era stato il direttore marketing Algida Italia Giorgio Nicolai ad anticipare in un’intervista concessa a Engage - portale dedicato al mondo della comunicazione - l’operazione relativa agli spot Cornetto per l’estate 2023: “L’anno scorso la colonna sonora dello spot Cornetto era firmata da Sangiovanni, nel 2021 da Ariete, e anche quest’anno avremo una nuova hit musicale estiva ad accompagnare la campagna pubblicitaria. Non posso ancora svelare chi saranno gli artisti che la realizzeranno, ma posso dire che sono italiani e molto conosciuti. Bisognerà aspettare giugno però per sentire la loro voce, nello spot di Cornetto Freedom, perché nel commercial di Desire il brano sarà in versione strumentale”.
I precedenti
Non è la prima volta che Fedez e J-Ax collaborano con Algida per la colonna sonora degli spot estivi del gelato. Nel 2016 l’azienda scelse la loro “Vorrei ma non posto” per accompagnare le pubblicità del Cornetto, dopo essersi affidata l’estate precedente a Cesare Cremonini e alla sua “Logico #1”. Nel 2017 fu la volta di “Lento/Veloce” di Tiziano Ferro, poi l’anno successivo il duo di “Comunisti col Rolex” tornò a mettere al servizio degli spot del Cornetto una canzone, “Italiana”. Fedez ha poi ripetuto operazioni simili: nel 2021 “Mille”, oltre a contenere un product placement direttamente nel testo (“Labbra rosso Coca-Cola”, cantava Orietta Berti nel ritornello del brano inciso con il rapper e Achille Lauro), accompagnò gli spot tv della bibita. Riferimenti alla Coca-Cola erano presenti anche nel video. Il Codacons presentò un esposto all’Antitrust per presunta pubblicità indiretta fatta alla bevanda: “È una vera e propria incitazione al consumo di Coca-Cola, oltre che una pubblicità occulta camuffata da brano musicale. Nel testo della canzone viene citata più volte la nota bevanda americana e nel videoclip che accompagna il brano compare in continuazione il marchio Coca-Cola, ben visibile agli occhi degli spettatori ma senza informare gli stessi circa l’inserimento di prodotti a fini commerciali all’interno del video”, aveva fatto sapere il Codacons in un comunicato ufficiale, chiedendo inoltre lo stop della diffusione del brano sul web e in radio. Come è andata a finire la vicenda? Fedez all’inizio dell’anno in una storia Instagram ha informato i suoi 14,7 milioni di follower di aver vinto la causa contro il Codacons.
Fedez e i Sex Pistols
Per Fedez il marketing è parte della performance, è una vera forma d’arte che si può intersecare con altre, e in particolare con la musica. In un passaggio interessante dell’intervista che rilasciò a EsseMagazine nel 2022, il cantante ha cercato di spiegare quanto questo dialogo fra marketing e musica sia al centro della sua visione. Un punto di riferimento assoluto per Fedez è sempre stato Malcolm McLaren, l’uomo che escogitò “la grande truffa del rock and roll”, come alcuni l’hanno ribattezzata. Produttore discografico, manager, stilista: il movimento punk degli anni ’70 ha inciso, come risaputo, su svariate forme d’arte e generi culturali successivi e, tutto ciò, non sarebbe accaduto senza il contributo di McLaren.
Le sue intuizioni commerciali, il suo incredibile fiuto per gli affari e le sue innate qualità di produttore discografico e diabolico genio del marketing, lo hanno reso uno dei personaggi più iconici del movimento. All’inizio degli anni settanta, infatti, Malcolm McLaren insieme alla sua compagna Vivienne Westwood, da poco scomparsa (oggi i suoi capi sono famosi in tutto il globo e sono entrati nel mondo dell’alta moda) aprì un negozio di abbigliamento chiamato “Let It Rock”. Lo shop cambiò numerose insegne fino ad arrivare al definitivo “Sex”: la parola, come intuibile, fu fondamentale per la scelta del nome dei futuri Sex Pistols. Le avanguardiste intuizioni di McLaren e di quella che poi divenne la sua futura moglie, sfociarono presto in un abbigliamento che ispirò l’intero movimento punk e, in particolar modo, la band di Sid Vicious. McLaren creò letteralmente a tavolino il gruppo, sfruttando le sue grandi abilità commerciali.
La filosofia di Fedez
“I Sex Pistols ancora prima di essere la grande band che tutti noi oggi conosciamo, nonostante poche canzoni incise e pochi concerti fatti, sono prima di tutto Malcolm McLaren. Un uomo che grazie a una corrente filosofica chiamata 'situazionismo' ha creato una magia per quel periodo storico, indipendentemente dalla qualità della musica”, ha raccontato il rapper. Fedez ha cercato di fare sua la visione di McLaren, con tutte le debite proporzioni. Da tanti anni infarcisce la sua musica di pubblicità o la lega ad operazioni di marketing che cannibalizzano paradossalmente le sue stesse canzoni. Ma non gli importa. Dal pezzo “Prima di ogni cosa”, nato come dedica al figlio Leo, scelto da Samsung per la pubblicità del Galaxy A7, dai pacchetti di lancio di “Paranoia Airlines” e “Disumano” fino al product placement dentro le hit estive a “trovate” come quest’ultima con Cornetto (un tormentone prima di diventare un tormentone). Tutto questo rende difficile se non impossibile, infatti, analizzare Fedez solo come un cantante.
“Se mi dite che sono più marketing che musica non avete capito un cazzo di quello che sono io”, disse con il sorriso Fedez, rivendicando come per lui musica e business non solo possano parlarsi, ma addirittura essere la stessa cosa. Per Fedez la musica non è un fine ultimo, ma un mezzo, un pretesto. È un approccio all’arte completamente diverso rispetto a quello di molti colleghi: la musica, nel mondo di Fedez, non viene sacralizzata, ma messa al servizio di qualche cos’altro. Per alcuni questa visione è materialismo puro, svilimento della stessa arte e dell’idea che questa possa rimanere nel tempo, puro abbrutimento, per Fedez invece è fotografia istantanea, divertimento, “creatività del momento” pensata per guadagnare soldi, cambiare i confini dell’economia e mischiare più mondi. Di essere considerato o ricordato come "cantante", "rapper" o "cantautore", apparentemente, non gliene frega niente.