Il motivo per cui Simonon ha detto no a una reunion dei Clash
Da qualche anno a questa parte la reunion più desiderata dai fan è senza alcun dubbio quella degli Oasis. Ma il sogno di rivedere insieme sullo stesso palco i due fratelli Gallagher, Liam e Noel, per il momento rimane tale. Tempo addietro, per un lungo periodo, la riunione più voluta e richiesta dal mondo del rock era quella che riguardava un'altra band britannica, i Clash.
Reunion che non si è mai concretizzata e, data la morte di Joe Strummer nel dicembre 2002, ormai non potrà più concretizzarsi. Di recente, ne ha parlato Paul Simonon, il bassista degli eroi del punk rock inglese di fine anni Settanta, nel corso di una intervista rilasciata alla rivista Mojo, spiegando i motivi per i quali il tentativo fatto per rimettere insieme il gruppo non giunse mai a compimento.
I Clash si formarono a metà degli anni '70 e si sciolsero nel 1986. Anche se il chitarrista Mick Jones venne cacciato dal gruppo da Simonon e Strummer nel 1983. Di rimettere insieme il gruppo se ne parlò negli anni Novanta, Paul Simonon ha però rivelato che riportare in vita i Clash per lui non poteva essere un fatto legato solo a una mera opportunità economica. Nell'intervista Simonon dice che effettivamente ci fu una conversazione tra lui, Strummer, Jones e il manager di Mick Jones, Gary Kurfist, su una possibile reunion dei Clash.
Secondo quanto detto da Simonon, Mick Jones era particolarmente interessato al ritorno sulla scena dei Clash per il denaro che gli avrebbe portato. Questa cosa fece molto arrabbiare Simonon che non credeva che i soldi fossero una ragione abbastanza buona per tornare insieme ed era sicuro che anche Joe Strummer sarebbe stato d'accordo con lui. Per il bassista "La storia dei Clash era finita".
Ecco cosa si dissero e come andò nel ricordo di Paul Simonon : “Ci furono delle discussioni tra me, Joe, Mick e il manager di Mick, Gary Kurfist, che si occupava anche di Mick nei Big Audio Dynamite. Ma non andò in porto per molte ragioni. Mi incazzai con Mick. Dissi: 'Non voglio farlo'. Mick mi rispose: 'Perché no? Guadagnerai un milione di sterline.' Questo mi fece incazzare ancora di più. Così dissi: 'Non voglio un fottuto milione di sterline' Penso che fosse un po' scioccato dal fatto che non fossi entusiasta dell'idea. Non credo nemmeno che Joe avrebbe davvero voluto farlo. Per me, la storia dei Clash era finita.”
Nel 2002 i Clash vennero inclusi nella Rock and Roll Hall of Fame , quella poteva essere l'occasione perfetta per rimettere in moto il meccanismo che avrebbe potuto portare a una reunion della band. Sfortunatamente, Joe Strummer morì prima della cerimonia e gli altri membri scelsero di non riformare il gruppo per quell'evento.
Nel 2013 Simonon parlando con il magazine statunitense Rolling Stone ebbe modo di spiegare cosa accadde: "Mick Jones, Joe Strummer e Topper Headon ne avevano voglia. La clausola era, credo, che se ci si riuniva e se si andava a suonare, allora si riceveva il premio. Ma sinceramente a me non andava di mettere nuovamente assieme la band, specialmente non in quell'ambiente. Io la vedevo così: se davvero avessimo voluto tornare insieme, la cosa si sarebbe dovuta verificare nel giusto ambiente. Joe non sapeva che lì i biglietti costavano 1.000 dollari l'uno, o forse più. Io ho sempre pensato che, se i Clash dovevano tornare assieme, non doveva essere per qualcosa con un biglietto a 1.000 dollari. Joe questa cosa non la sapeva, e poi morì un paio di giorni dopo che questa cosa era venuta fuori, quindi non feci a tempo a mandargli un messaggio per metterlo al corrente della situazione del costo dei biglietti".