Matteo Paolillo va oltre "Mare fuori" e Pelù abbraccia il reggae

Da Britti a Matteo Paolillo, passando per Pelù e Ruggeri: le recensioni dei singoli usciti oggi.
Matteo Paolillo va oltre "Mare fuori" e Pelù abbraccia il reggae

Matteo Paolillo naviga oltre "Mare fuori", Pierò Pelù abbraccia il reggae grazie ad Alborosie, mentre Enrico Ruggeri racconta coraggiosamente un tema delicato. Ma c'è anche Tropico che, dopo aver contribuito a scrivere una delle più grandi hit del 2023, "Cenere" di Lazza, torna sulla strada solista, giocando con la musica. Quello di questa settimana è un altro New Music Friday ricchissimo di musica e canzoni. Ecco le recensioni di alcuni dei singoli più rilevanti di questo venerdì 21 aprile. 

Matteo Paolillo - “Liberatemi”

Non lasciartevi ingannare dal titolo: il nuovo singolo della star di “Mare fuori” non è una cover della hit che trent’anni fa lanciò Biagio Antonacci, ma un pezzo originale che permette all’attore di piazzare un altro importante tassello nella costruzione della sua carriera parallela di cantante, dopo “Origami all’alba”. Il brano, cantato in parte in italiano e in parte in napoletano, mischia sonorità urban a una melodia più tradizionale, guardando più che a Liberato a Livio Cori “Liberatemi rappresenta il senso di oppressione del tempo, una gabbia senza scampo. Solo l’amore ci dà l’illusione di poter eludere le lancette”, spiega Paolillo. Non esageriamo: alla fine è una semplice canzone d’amore, che tutto sommato funziona pure. “Nun sacc addo aggia ij, si stong senz ‘e te”, canta Paolillo (“Non so dove andare, se sto senza di te”). Il 19 maggio uscirà il nuovo album del cantante-attore (che sarà tra i protagonisti del Concerto del Primo Maggio di Roma), “Come te”. (M.M.)

Enrico Ruggeri - “Dimentico”

A un anno dall’uscita del suo ultimo album di inediti “La rivoluzione”, l’ex Decibel torna con una canzone in cui si cala nei panni di un uomo affetto da Alzheimer, dando vita a ciò che resta dei suoi pensieri interpretando il brano in prima persona. “Dimentico” è una canzone per certi versi drammatica, per il delicatissimo tema che affronta, ma in certi passaggi rischia di suonare un po’ stucchevole e retorica (“C’è una donna che mi dice ‘riposati papà’ / capisco che mi ama e non so come si chiama”), nel modo in cui trasporta l’ascoltatore tra le fragilità e nei panni di chi soffre di questa patologia. Il pezzo è in parte ispirato al film “The father” di Florian Zeller, con Anthony Hopkins: “Dopo aver visto il film, mi sono messo alla chitarra e, nel giro di un’ora, testo e musica della canzone erano pronte”, racconta Ruggeri. Il brano esce per una buona causa: raccogliere fondi per sostenere il Paese Ritrovato di Monza, una struttura che ospita una sessantina di persone affette da demenza e Alzheimer. (M.M.)

Piero Pelù e Alborosie - “Musica libera”

Il brano vede collaborare per la prima volta Piero Pelù con la star internazionale del reggae Alborosie. Il pezzo, scritto dagli stessi Pelù, Alborosie e Stefano Massini segna il ritorno sulla scena per El Diablo della musica italiana a tre anni di distanza dall’ultimo album “Pugili fragili”, che conteneva il brano in gara a Sanremo 2020 “Gigante”, e dopo la fine dell’ultimo tour celebrativo con i Litfiba. La canzone è un piacevole abbraccio fra due artisti e fra due mondi, quello rock e quello reggae. Alborosie svetta, la sua voce è un raggio di sole. (C.C.)

Wayne - “Dirty love”

Dopo l’esperienza con la Dark Polo Gang, il cantante prosegue il suo percorso da solista e, libero da condizionamenti e modi di fare spesso richiesti da una trap ormai troppo stereotipata, si pone in modo più genuino e diretto. In “Dirty love” Wayne cavalca le sonorità anni ‘80, come ormai fanno in tanti, e le attualizza in un contesto fatto di amori impossibili, vita notturna ed eccessi. Il nuovo brano viene presentato come la somma delle sue esperienze. Troppi suoni già sentiti, troppe parole leggere che sembrano voler raccontare tanto, ma che raccontano in realtà molto poco. (C.C.)

Alex Britti - “Tutti come te” e “Nuda”

Il bluesman romano ritrova le sue radici, ma in chiave più pop. Ad aprire “Tutti come te” è una vocalist con una melodia gospel, poi Britti spariglia, con il suo stile poliedrico, le carte, inventandosi un ritornello iper-pop, fresco, estivo e immediato: “A quelli che dicono che c’è sempre da imparare / a quelli che giurano c’è sempre una tattica / a quelli che dicono la vita è un’autostrada / a quelli che viaggiano in cerca di avventura / a quelli che restano e stringono la cintura / a quelli che sperano e credono alle fate / a quelli che sparano milioni di cazzate”, canta la voce di “Oggi sono io”, con un organo hammond in sottofondo a impreziosire l’arrangiamento. In “Nuda”, ideale lato b del 45 giri digitale che segna il ritorno del cantautore e chitarrista, Britti ci riporta invece alle sonorità blues e jazz della sua formazione, ricordando in certi passaggi l’Adelmo Fornaciari dei tempi d’oro: “Finché è passione c’è speranza, abbiamo un mondo da salvare / ti vedo nuda in una stanza, ti vedo pronta sull’altare”. Alex Britti al suo meglio. (M.M.)

Tropico - “Chiamami quando la magia finisce”

Una canzone d’amore ritmata, fra dolcezza, ironia e amarezza, che fotografa le diverse sfumature di Tropico: l’originalità della scrittura e il linguaggio musicale contemporaneo si sentono. Più delle parole, è il sound a essere avvolgente. Nonostante a oggi abbia pubblicato un solo album solista, Tropico è un veterano. Davide Petrella, questo il suo vero nome, ha firmato o co-firmato molte delle più importanti hit italiane del nuovo millennio fra cui la recentissima “Cenere” per Lazza, di cui ha ideato il ritornello. (C.C.)

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