Il disco del giorno: Fausto Romitelli, "Professor Bad Trip"

Consigliato e raccontato da Carlo Boccadoro
Il disco del giorno: Fausto Romitelli, "Professor Bad Trip"

Fausto Romitelli, "Professor Bad Trip" (Cd Cyprès CYP5620)

«Al centro del mio comporre c’è l’idea di considerare il suono come una materia in cui sprofondare per forgiarne le caratteristiche fisiche e percettive: grana, spessore, porosità, luminosità, densità, elasticità. Quindi, scultura del suono... e sempre maggiore importanza alle sonorità di derivazione non accademica, al suono sporco e violento di prevalente origine metallica di certa musica rock e techno». Queste parole del compositore Fausto Romitelli definiscono come meglio non si potrebbe la sua poetica. Scomparso nel 2004 a soli quarantun’anni, Romitelli lascia una produzione per forza di cose limitata numericamente ma di alto valore poetico, che fa di lui uno dei compositori più importanti della sua generazione.

Al momento della sua dipartita il musicista era (ed è tuttora) molto più conosciuto all’estero che nel proprio paese, dove le sue composizioni aggressive e cariche di energia contrastavano in maniera stridente con l’accademismo dell’ambiente compositivo, ancora fermo alla polemica tra tonali e atonali. Nella musica di Romitelli (così come in quelle dei compositori francesi spettrali cui Romitelli si ispirava) queste distinzioni non hanno senso, dato che il suono e l’armonia si manifestano in quanto fenomeno acustico in sé e per sé, le onde sonore (così come il rumore e le frequenze di feedback e larsen) diventano elementi da sezionare, filtrare, osservandone lo spettro da ogni angolazione per estrarne continue variazioni e manipolazioni.

Il parallelismo che Romitelli fa con la scultura è quanto mai appropriato; l’artista sposta grandi blocchi di suono, e attraverso l’uso dell’elettronica e di tecniche strumentali non tradizionali (che richiedono agli esecutori di cantare, fischiare e utilizzare strumenti come kazoo, megafono, accordatori per chitarra) ne modifica la prospettiva precipitando l’ascoltatore in un abisso sonoro dai colori fortemente psichedelici (l’influenza di Hendrix e Zappa sulla musica di Romitelli non è minore di quella di Ligeti e Grisey). Il ciclo "Professor Bad Trip" (1998-2000) per ensemble è ispirato agli scritti di Henri Michaux, influenzati dall’uso di allucinogeni e fortemente visionari (esattamente come lo è la musica).

 

Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.

Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.

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