Il disco del giorno: Billy Bang, "Vietnam reflections"
Billy Bang, "Vietnam Reflections" (Cd Justin Time 212-2)
La devastante esperienza della guerra in Vietnam ha lasciato cicatrici profonde nella psiche collettiva degli Stati Uniti, molte delle quali devono ancora rimarginarsi. Diversi artisti hanno cercato di cristallizzare la loro esperienza di guerra in opere pittoriche, poetiche e letterarie, ma pochi sono riusciti a farlo con l’immediatezza urgente del violinista Billy Bang (il cui vero nome è William Walker).
Strumentista istintivo, Bang riesce a tirare fuori dal violino sonorità di intensità impressionante, utilizzando tecniche d’attacco dell’arco assolutamente non convenzionali, oscillazioni d’intonazione che spingono la musica fuori dal tradizionale sistema temperato, effetti al ponticello, fraseggi aspri e spesso estremamente ritmici, dove la tradizione jazzistica di Leroy Jenkins e Stuff Smith si incrocia con le tecniche dell’avanguardia classica strumentale.
Bang ha vissuto direttamente l’esperienza della guerra in qualità di sergente, trovandosi in prima linea in mezzo a sparatorie, agguati, lotte, notti insonni nella giungla, tutte situazioni che lo hanno spinto al limite del crollo fisico-psicologico e che al suo ritorno a casa gli hanno procurato incubi per anni, costringendolo a rivivere in continuazione situazioni atroci, colorate di morte e sangue. Per affrontare i propri demoni, Bang ha deciso di realizzare una serie di composizioni su larga scala ispirate a una singolare commistione tra linguaggio jazz e melodie popolari vietnamite, alternando sezioni interamente scritte a parti improvvisate; nel 2001 è uscito il primo capitolo "Vietnam: The Aftermath", cui ha fatto seguito nel 2005 "Vietnam Reflections", e chiuso da unaparte finale, "Four Seasons", che prevede oltre all’ensemble jazz anche l’impiego di un’orchestra sinfonica vietnamita.
Le parti solistiche sono state affidate a jazzisti celebri come John Hicks, Butch Morris, Henry Threadgill, Curtis Lundy, James Spaulding (tutti commilitoni di Bang in guerra) cui si aggiungono musicisti vietnamiti come Co Bol Nguyen e Nhan Thanh Ngo. La visione di Bang del materiale tradizionale non ha nulla di folcloristico, ma si integra perfettamente nelle tessiture roventi e tormentate di questa musica, in grado di risvegliare atmosfere inquietanti.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
