Il disco del giorno: Bebo Ferra, "Isole"
Bebo Ferra, "Isole" (Cd EGEA SCA 074)
Iniziamo l’ultimo mese dell’anno con la musica di un autentico fuoriclasse della scena musicale jazzistica italiana, il chitarrista Bebo Ferra. Nato in Sardegna e profondamente legato alle proprie radici culturali, Bebo è non solamente uno strumentista eccelso ma un compositore di notevole statura, la cui ispirazione riesce ad essere sempre fresca utilizzando un linguaggio che riavvicina i fili del jazz, della melodia italiana, della musica popolare, con risultati che coniugano raffinatezza e grande immediatezza d’ascolto.
La sua personalità possiede anche un lato estremamente aggressivo e sperimentale (che si manifesta in particolare con il quartetto funk-elettrico che lo vede assieme a Mauro Negri) ma questo "Isole" del 2002 ci mostra il suo lato più amabile e soleggiato. Assieme ad amici di provata bravura come Paul McCandless (storico componente degli Oregon, alle prese con una quantità di strumenti a fiato), Paolino Della Porta (contrabbasso) e Fulvio Maras (percussioni), Bebo dipana il filo del suo telaio compositivo con temi bellissimi ("Elle", "Pigami", "Mircau") dalle linee melodiche semplici cui si accostano progressioni armoniche sofisticate, che lasciano trasparire l’amore che Bebo ha per Bill Evans e Ralph Towner ma si muovono sempre all’interno di una cifra stilistica ormai personale e consolidata.
Metà del disco è dedicata alle composizioni di Paolino Dalla Porta che, oltre ad essere lo straordinario strumentista che tutti gli appassionati di jazz ben conoscono da anni, è anch’esso autore di grande qualità con una vena melodica maggiormente riflessiva e malinconica rispetto a quella di Bebo. Basterebbero "Bagatella Mediterranea" e "Celeste" per dimostrare la bravura compositiva di Paolino, ma tutti i brani del disco sono eccellenti (tra l’altro registrati magnificamente restituendo la varietà di colori che i quattro musicisti riescono a creare con spontaneità).
Le percussioni di Maras sono delicate, sempre tenute a mezza voce colorando con sapienza le arcate melodiche assai espressive che l’oboe di McCandless intreccia con la chitarra di Ferra facendosi «contagiare» dalla cantabilità italiana dei suoi compagni di avventura, risultando così ancor più rilassato rispetto alle registrazioni con gli Oregon. Un album di fattura squisita che vi permetterà di affrontare il freddo di dicembre nel migliore dei modi.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
