Il disco del giorno: Al Jarreau, "Jarreau"
Al Jarreau, "Jarreau" (Cd I.e. music 5578472)
Gli esordi discografici del cantante americano Al Jarreau sembravano voler indirizzare la sua carriera verso il mondo del jazz; dischi come "We Got By" e il doppio "Look to the Rainbow" ci mostravano un interprete dotato di prodigiose qualità vocali e di un’ottima capacità di improvvisazione, alle prese con standards classici ma anche con pezzi ispirati alla musica brasiliana e proprie composizioni decisamente di qualità. Sotto l’esperta guida del produttore Tommy LiPuma, che riuniva attorno alla voce di Jarreau i migliori sessionmen disponibili sulla scena, i risultati non scuotevano le fondamenta del panorama jazzistico mondiale ma si lasciavano ascoltare più che volentieri.
Successivamente le pressioni della discografia e del management (ammesse più volte dallo stesso Jarreau) lo hanno spinto lentamente ma inesorabilmente verso l’appiccicoso mondo del pop da classifica, calcolato a tavolino con i produttori più à la page del momento e pensato per mirare dritto ai dollari. L’incontro con il produttore e arrangiatore Jay Graydon è stato quello che (pur in questo irreversibile processo di commercializzazione) ha dato i frutti migliori, conservando sempre una certa dignità musicale. Successivamente anche Jay Graydon verrà defenestrato perché non abbastanza vendibile e Jarreau precipiterà nelle sabbie mobili del genere Smooth, distribuendo melassa appena spruzzata da qualche retrogusto jazzistico, buona per le sale d’attesa e per il sottofondo negli ascensori.
Questo bel disco è senz’altro il migliore del suo periodo pop degli anni ’80. Graydon mette in campo una squadra di assi degli studi di registrazione; con fuoriclasse quali David Foster, Steve Gadd, Abraham Laboriel, Michael Omartian, Victor Feldman è impossibile produrre qualcosa di men che perfetto, e infatti la realizzazione di arrangiamenti e suoni scintilla dall’iniziale "Mornin’" per tutta la durata dell’album. Le canzoni sono tutte di ottimo livello, profumate di funky e pop (il jazz in questi anni era già un ricordo), perfette per la radio o per ballare e non manca il pezzo di bravura vocale con la ballata "Not Like This", dal giro armonico affascinante. Non si scende mai in profondità, ma per divertirsi è difficile trovare un prodotto meglio confezionato di questo.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
