Il disco del giorno: ZZ Top, "Rancho Texicano"
ZZ Top
"Rancho Texicano" (2 Cd Warner Bros. 812278908-2)
Visti in copertina i membri degli ZZ Top sembrano usciti direttamente da un film come "Il buono, il brutto e il cattivo" di Sergio Leone; facce patibolari e aria ben poco rassicurante, non è difficile immaginarseli vestiti da cowboy intenti a sparare a tutto ciò che si muove.
Anche geograficamente questi musicisti provengono dalla zona più calda del Texas, quella al confine con il Messico, dove si potrebbe benissimo ambientare un film western; la loro musica è decisamente bollente e lascia trasparire influenze provenienti dal Delta Blues (uno dei loro primi successi, "La Grange", è copiato interamente da "Boogie Chillin’" di John Lee Hooker) al quale i Tres Hombres aggiungono una robusta dose di rock’n ’roll scatenato particolarmente efficace in concerto.
Amanti di motociclette, birre e donne dalle gambe lunghe, Billy Gibbons (voce e chitarra), Frank Beard (batteria) e Dusty Hill
(basso) hanno continuato imperterriti a preparare la loro speziatissima mistura boogie arricchita sempre da testi
malandrini, dai salaci risvolti a sfondo sessualmente esplicito.
Se i loro primi album avevano incontrato principalmente l’approvazione degli appassionati di rock-blues grazie a brani energici come "Cheap Sunglassess", "Beer Drinkers & Hell Raisers" e "Tush", gli anni Ottanta li hanno visti spopolare nelle classifiche internazionali attraverso il gigantesco successo dell’album "Eliminator" che vedeva l’introduzione di tastiere, sintetizzatori, suoni campionati e batterie elettroniche, con orrore dei puristi (molti fans della prima ora li hanno abbandonati dopo questo disco) ed entusiasmo dei teenagers, ottenuto grazie anche a una serie di piccanti video realizzati per l’allora nascente MTV, che hanno sparato come proiettili nelle charts brani irresistibili come "Gimme All Your Lovin’" e "Sharp Dressed Man".
Certamente a partire da quest’album gli ZZ Top si sono mossi in una direzione decisamente più commerciale (confermata anche da hits come "Sleeping Bag" e "Velcro Fly") ma la loro musica non ha subito una particolare diminuzione qualitativa; in fin dei conti, sotto batte sempre il vecchio cuore texano abituato a riff semplici, assoli ad alta temperatura e giri armonici legati alle inossidabili dodici battute suonate con entusiasmo e sudore, mescolando il puzzo di sigaro con l’aroma del barbecue.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
