Come si racconta la musica in tv la musica fuori dal mainstream?
Sono lontani i tempi in cui si diceva che la presenza della musica era in grado di affossare un programma TV. Non è solo Sanremo, ovviamente, né solo i talent (che pure sono in una fase di declino): è una combinazione di fattori. Non ultima la possibilità di un'offerta diversificata grazie alla moltiplicazione degli spazi su canali tematici tra satellite e digitale terrestre, e sule piattaforme dei broadcaster. Spazi magari piccoli, ma che offrono alternative interessanti alla logica dell’artista che presenta l’ultimo singolo.
Succede così che si riesca anche a parlare non solo di pop e rock, ma anche di musica contemporanea in relazione all’arte contemporanea: succede a “The Square. Spazio alla cultura”, condotto da Nicolas Ballario in onda il giovedì ogni due settimane alle 20.40 su Sky Arte (e visibile in streaming sulle relative piattaforme digitali SkyGo e Now). In mezzo al racconto di mostre o a riflessioni sulla cultura contemporanea, dalla terza stagione c’è uno spazio dedicato alla musica, con la direzione artistica affidata a Rodrigo D’Erasmo (Afterhours, tre le altre cose), che già aveva lavorato ad un altro programma tv musicale particolare, come "Ossigeno" (su Rai3, con Manuel Agnelli).
in The Square musicisti si esibiscono in un live con arrangiamenti originali: canzoni - quelle di Beatrice Antolini e Manuel Agnelli - ma anche performance come quella Adriano Viterbini, di Paolo Angeli (virtuoso della chitarra sarda preparata e recentemente candidato ai Grammy), il musicista virtuoso del theremin Vincenzo Vasi (collaboratore storico di Vinicio Capossela), Francesco Arcuri e Xabier Iriondo (quest'ultimo nella puntata in onda giovedì 23)
Potete vedere in esclusiva un estratto del programma: una performance di Meg che canta “Napolide”: "È una donna curiosa e in perenne mutazione e ricerca, un’alchimista del suono”, racconta Rodrigo D’Erasmo.
“L'idea è portare in TV, in uno dei pochi spazi rimasti al momento dove poter parlare di arti varie e perfomare live, un punto di vista e una proposta musicale più trasversale, che non dipenda strettamente dalla promo di un singolo o di un album e dai numeri, ma racconti la musica come territorio libero di ricerca e sperimentazione oltre che come fenomeno di mercato”, spiega a Rockol Rodrigo D’Erasmo.
“Rodrigo non è un musicista, è un’orchestra, e quindi ha familiarità con ogni strumento”, gli fa eco Ballario . “Musica e arte sono entrambe colonne portanti del lessico del mondo”, continua. “La musica pesca in un bacino molto più ampio, perché ognuno di noi la vive ogni giorno e ha una conoscenza, più o meno profonda, del panorama musicale. L’arte contemporanea invece appare più distante e c’è qualche diffidenza in più nell’approccio. Quello che cerchiamo di fare è creare sponde reciproche tra le due e far sì che si aiutino a vicenda, studiando delle perfomance con gli artisti”. Il nome del programma, conclude, fa riferimento proprio a questo "una piazza d’incontro per la cultura contemporanea".

Rodrigo D’Erasmo è più scettico sugli spazi per raccontare le musiche “altre”: “Ahimè ormai ben poco. Ci abbiamo provato Manuel Agnelli ed io con Ossigeno qualche anno fa, ma comunque relegati in tarda seconda serata, quasi a voler confinare un certo tipo di ricerca e renderla dichiaratamente materia per pochi curiosi. Per fortuna c'era e c'è Raiplay”. Poi c’è il web: “su questo per fortuna non c'e dubbio, ma è anche un mare magnum in cui i contenuti tendono a disperdersi, ad annacquarsi e perdere efficacia o per lo meno capacità di penetrazione. Sono comunque ormai pilotati o quanto meno condizionati da algoritmi che metteranno sempre in primo piano chiaramente tutt'altro rispondendo ad altre logiche”.
The Square è un programma prodotto da Sky Arte, realizzato da TIWI, scritto da Nicolas Ballario e Maria Teresa Grillo, con la direzione artistica di Lorenzo Clerici e la Direzione musicale di Rodrigo D’Erasmo. La regia è di Luca Pivetti e Raffaele Compagnoni. L’ospite musicale della puntata di questa sera, 23 febbraio è Xabier Iriondo.