Gianluca Grignani, anche le rockstar si commuovono
“Io e te non ci conosciamo, ma te lo dico con sincerità: non è che proprio impazzisca a cantare davanti ai giornalisti…quindi le prove sono andate come sono andate. I giornalisti mi trasmettono una visione tecnica. Invece sul palco è tutto diverso, sento il calore della gente da casa e in teatro: mi emoziono. Io sono quello che il pubblico mi dà. È un approccio emotivo e tutto questo non fa che commuovermi”. Sincerità, sin dalle prime battute. Sincerità, in ogni apparizione. Gianluca Grignani arriva sul palco dell’Ariston esattamente come è nella vita di tutti giorni, senza filtri, con la voglia di raccontare la sua storia, ma non solo. Interpreta il pezzo che presenta in modo empatico, forte, viscerale.
Dentro i suoi dubbi c’è la sua forza, per questo lo sentiamo così vicino a noi. “In realtà credo che ‘Quando ti manca il fiato’ sia un brano in cui in tanti possono rivedersi, non è solamente ‘mio’ – dice Grignani nella nostra videointervista che potete vedere qui sotto – il testo l’ho scritto dieci anni fa. Parla di mio padre, ma non solo. Il pezzo nel tempo non è rimasto fermo, si è evoluto. E lo ha fatto perché io sono un esistenzialista. Me lo disse in tempi non sospetti mio cugino. Aveva ragione. ‘Quando ti manca il fiato’ avviene una volta sola nella vita: quando da ragazzi diventiamo adulti, quando la vita diventa amara. Ecco, in quel momento ci manca il fiato”.