Il disco del giorno: Sarah Hickman, "Motherlode"
Sara Hickman
"Motherlode" (2 Cd Sleevless 1099)
Questa cantautrice statunitense possiede talento e bravura in quantità persino eccessive, scrive canzoni dalle melodie sinuose e avvolgenti cantate con una voce tra le più belle della scena attuale, ma la sua pessima relazione con il business le ha impedito di raggiungere il successo di massa (anche se in Usa i suoi fans sono numerosi) e l’ha portata a fondare una propria etichetta indipendente purtroppo non facile da trovare nei nostri negozi.
Spiritosa e brillante, Sara ha al suo attivo numerosi dischi (tra i quali sono da segnalare in particolare "Shortstop" e l’esilarante "Ready to Pop", registrato in concerto con voce e chitarra due settimane prima di partorire).
Nelle sue esibizioni alterna canzoni a divertenti botta e risposta con il pubblico rivelando anche un notevole senso dell’umorismo. Anche la maggior parte della sua produzione è ispirata a un profondo ottimismo nelle capacità umane, che nella vita di Sara si esplicita nella militanza politica a favore di associazioni che trattano il problema dei diritti umani e nei numerosi concerti in ospedali e comunità di recupero.
Autrice anche di molti album di successo dedicati ai bambini, Sara possiede tuttavia un lato maggiormente malinconico nella propria ispirazione artistica e in questo "Motherlode", certo il suo disco più ambizioso, ha diviso le canzoni nettamente tra una prima parte molto drammatica, con testi cupi e introspettivi, a una seconda più familiare legata a immagini allegre e ritmi orecchiabili.
La bellissima cover di "Mad World", vecchio hit dei Tears For Fears, è esemplare nella sobrietà dell’ arrangiamento, che sottolinea la disperazione delle sue parole con una strumentazione notturna.
I testi affondano senza pietà le unghie nell’anima di protagonisti spesso alle prese con vaste oasi di solitudine; anche "To a Maddening Ghost" e "Living in Quiet Desperation" sono canzoni che mescolano benissimo sensualità e tristezza, desiderio e sofferenza. È comunque una gioia poter ritrovare il volto più noto di Sara nelle canzoni che formano la seconda parte, tutte ottime, da "Birdhouse" all’allegro bounce di "Two Days Today", dal pop dichiarato di "Stupid Love" alla melodia di "This Too Shall Pass" passando per la divertita versione di "Are We Gonna Have Sex Again?" dove Sara sfoggia un istrionismo vocale di assoluto divertimento.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
