Tra Codacons e Fedez non è ancora finita
Negli ultimi tre anni, il rapper milanese si è trovato a scontrarsi con il Codacons in più occasioni. Il primo scontro era avvenuto nel 2020, quando l’associazione per i diritti dei consumatori aveva preteso di fare luce sulla raccolta fondi organizzata dal cantante e la moglie a favore del San Raffaele. In seguito, si sono susseguiti attacchi pesanti da entrambe le parti che hanno portato ad una serie di cause legali.
Questa sera, il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza che assolve Fedez dalle accuse ed impone al Codacons il risarcimento delle spese legali oltre 20mila euro:
“L'apprezzamento della effettiva offensività di determinate espressioni non può essere effettuato in via astratta, ma deve tener conto del contesto entro il quale avviene la comunicazione. Una espressione volgare, resa da un soggetto quale Fedez, aduso alle provocazioni, implica indubbiamente un 'effetto d’urto' più limitato di quelle che comporterebbe se proveniente da personaggio solitamente composto ed autorevole”
Secondo il Tribunale, dal momento che il canale di comunicazione del rapper (in questo caso, il profilo Instagram) è abitualmente un “luogo” dove si adopera un linguaggio informale, la portata offensiva delle sue parole diminuisce.
Fedez è infatti noto per utilizzare all’occorrenza un lessico volutamente esagerato, di conseguenza chi lo segue e lo apprezza è abituato a vederlo come un personaggio provocatorio.
Nella sentenza, il giudice aggiunge:
“Una espressione indubbiamente volgare come 'potete andare a fare in culo' può assumere connotati oltraggiosi se pronunciata all’interno di un contesto istituzionale […], ma può essere percepita come meramente scherzosa se pronunciata tra amici […] e dunque anche all’interno di una piattaforma social dai toni strettamente popolari, che non si propone certo come luogo di garbati confronti tra opinioni o dibattiti di alto profilo”
Mentre il rapper festeggia la vittoria su Instagram, l’associazione annuncia che presenterà esposto al Consiglio Superiore della Magistratura.