“An intimate night” è l’MTV Unplugged che Elisa non ha mai fatto

La ricreazione di Elisa, che fugge dall’idea di inseguire la hit a tutti i costi: la recensione.
“An intimate night” è l’MTV Unplugged che Elisa non ha mai fatto
Credits: Luigi Rizzo / Concessione in uso a Rockol

Niente di nuovo, in fondo: chi ha seguito le sue evoluzioni nel corso degli anni, dalla rockeuse degli esordi alla popstar degli ultimi, imprevedibili dischi, passando per la cantautrice elegante e raffinata, sa bene che la forza di Elisa sta nella sua versatilità. Un pregio che molte colleghe le invidiano, ma che a volte ha rischiato di rivelarsi anche una debolezza: “Grande ecletticità o presunta sfocatezza?”, ci si è chiesti ascoltando dischi come “On” o il più recente “Ritorno al futuro/Back to the future”, prima di alzare le mani di fronte a un talento così grande. Stavolta la cantautrice friulana si toglie i panni della popstar che ha sfoggiato negli scorsi mesi sui palchi delle grandi arene e tira fuori dai bauli chiusi in soffitta quelli della fatina del bosco indossati in passato per progetti come “Lotus” e “Ivy”, tra i dischi più amati dai fan della prima ora. Rinunciando agli effetti speciali, ai fuochi d’artificio, ai corpi di ballo, ai maxischermi e quant’altro. “An intimate night”, il tour che segna il suo ritorno alla dimensione dei teatri, è la ricreazione di Elisa, una sorta di fuga dall’idea di inseguire la hit a tutti i costi, e peccato che sia solo un tour: non è un caso, forse, che al suo fianco la cantautrice abbia voluto Dardust, vero nome Dario Faini, il Re Mida del nuovo pop italiano al quale in questi anni tutti si sono rivolti per trasformare i loro pezzi in successi, che però in questa fase della sua carriera ha scelto di ridurre la produzione del suo tormentonificio per dedicarsi di più alla sua carriera da musicista.

All’eccessivo gigantismo inseguito con l’ultimo album, un doppio – uno in italiano, l’altro in inglese – contenente una trentina di canzoni, un progetto mastodontico le cui lavorazioni hanno coinvolto oltre venti autori e una decina di produttori, adesso Elisa preferisce la via dell’essenzialità: toglie, invece che aggiungere. “A volte fa paura spogliarsi perché c’è l’eterno timore di mostrare le proprie fragilità, ma per fare qualcosa di intimo non ci si può nascondere”, dice la cantautrice, che all’Auditorium Parco della Musica di Roma, ieri, è tornata sul palco dopo che negli scorsi giorni era stata costretta a rimandare i concerti in programma a Torino e a Firenze a causa di un’indisposizione (ha fatto sapere sui social di aver sofferto di vertigine parossistica posizionale, una patologia che causa vertigini in chi ne soffre).

I nuovi arrangiamenti portano la firma dello stesso Dardust, che ha aiutato Elisa a far indossare a ogni singola canzone un abito da sera, riuscendo a ricreare con il solo suono degli archi – affiancati dal piano suonato dallo stesso Dardust, che si prende pure uno spazio tutto per sé suonando alcuni pezzi di “Duality”, l’album di piano solo che ha appena pubblicato, e dalla chitarra acustica e classica suonata da Andrea Rigonat – la corposità degli arrangiamenti originali, aggiungendo però quel tocco di eleganza che impreziosisce le stesse canzoni. Il risultato è spettacolare senza spettacolo: ad essere fenomenale è la voce di Elisa, che si libra tra i vari generi esplorati in venticinque anni di carriera, tra il passato di “Labyrinth”, “Luce (tramonti a nord est)”, “Una poesia anche per te”, “Gli ostacoli del cuore”, “Eppure sentire”, “Stay” e “Qualcosa che non c’è” e il presente di “Seta” (archi e piano suona quasi come un singolo dei Clean Bandit), “O forse sei tu”, “Palla al centro” e il nuovo singolo “Come te nessuno mai”.

Anche se il titolo del tour guarda agli show da night club dei crooner, la vera reference sembrano essere gli iconici “MTV Unplugged” degli Anni ’90: è curioso che Elisa, la più internazionale degli artisti della sua generazione, non ne abbia mai realizzato uno, a differenza di Giorgia, di Alex Britti, dei Negrita e pure di Rkomi. In fondo, il suo “MTV Unplugged” se lo mette in piedi da sola con questa serie di concerti (quello al Teatro degli Arcimboldi di Milano del 10 dicembre scorso rivivrà in tv Il prossimo 5 gennaio, con ospiti Ligabue, Rkomi, Brunori Sas, Emma e Giuliano Sangiorgi, tra gli altri), puntando sull’intimismo di una produzione che non prevede neppure un allestimento vero e proprio e facendo a meno della muscolarità che ormai caratterizza la maggior parte dei concerti pop. Più che un divertissement, questa è la sua missione.

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