La ragazza con l'LSD che cambiò la vita di Jimi Hendrix
Il 13 gennaio 1966 Jimi Hendrix inviò una cartolina dell'Empire State Building a suo padre che stava nella natia Seattle, Jimi non si era ancora trasformato nel chitarrista più esplosivo della scena musicale, anzi, a dirla tutta, se la passava abbastanza male e scriveva al padre parole come: “Tutto è così così in questa grande e trasandata città di New York. Qui gira tutto male".
Erano ormai quattro anni che si esibiva, ma le cose non andavano per il meglio, la gloria pareva proprio essere molto lontana e le tasche erano perennemente vuote. Già nel 1963 aveva provato a stabilirsi a New York, ma solo nel 1965, quando lasciò la band di Little Richard mentre suonava ad Harlem, prese la decisione di rimanere nella Grande Mela per giocarsi le proprie carte. Come commentò in seguito: "Volevo la mia scena, creare la mia musica, non suonare gli stessi riff. In sonno vidi il numero 1966."
La profezia si avverò. Dopo un periodo trascorso con Joey Dee And The Starliters, la grande occasione per Jimi giunse nel maggio 1966 quando incontrò Linda Keith, una ventunenne modella inglese fidanzata con Keith Richards, il chitarrista dei Rolling Stones. Linda era una grande appassionata di blues ed era venuta a New York per dare un'occhiata a cosa accadeva da quelle parti prima del quinto tour degli Stones negli Stati Uniti. Una sera capitò al Cheetah, un club dove suonavano Curtis Knight and the Squires. Il loro chitarrista, che si faceva chiamare Jimmy James, catturò la sua attenzione lasciandola a bocca aperta.
Anni dopo, parlando di quella serata, Linda Keith ricordò: "Era chiaramente una stella, anche se era una stella dall'aspetto davvero strano. Il modo in cui suonava la chitarra. Mi fece sentire davvero incredibile”. Dopo il concerto, Linda e i suoi amici Roberta Goldstein e Mark Kauffman fecero un sacco di complimenti a Jimi e lo invitarono a seguirlo in un appartamento. Uno di loro aveva dell'LSD, che allora era ancora legale. Fino ad allora le esperienze con la droga di Hendrix non andavano aldilà della marijuana e dello speed, di quello molto economico, quindi quando Linda gli chiese se gradisse dell'acido, lui rispose pronto: "No, mi piacerebbe provare l'LSD".
Fu il momento in cui la vita di Jimi Hendrix cambiò, disse di essersi guardato allo specchio e di avere visto Marilyn Monroe che gli sorrideva. Ispirato dall'arredamento in velluto rosso di quell'appartamento, suonò una canzone che stava scrivendo, si chiamava “Red House”.
Linda contraccambiò facendogli sentire il nuovo album di Bob Dylan “Blonde On Blonde” (leggi qui la recensione), che gli avrebbe per sempre ricordato il suo primo trip. A partire dal mese successivo iniziò a suonare una sua versione di “Like A Rolling Stone”, e, ispirato dalla voce di Bob Dylan, iniziò a cantare e il mondo conobbe Jimi Hendrix. Jimi riposa in pace ovunque tu sia.