Rickie Lee Jones, una voce che non ha eguali
Rickie Lee Jones è nata l'8 novembre 1954. E' la titolare di un songwriting decisamente pieno di talento ed è stata nella seconda metà degli anni Settanta – dopo essersi trasferita dalla natia Chicago a cercare fortuna in California, a Los Angeles – compagna di avventure di un certo Tom Waits e di, a formare e chiudere un terzetto di un certo spessore, Chuck E. Weiss al quale dedicò una delle sue canzoni più celebri e riuscite.
Oggi è il suo compleanno, quindi, per festeggiarla a dovere, si è ripescata dall'archivio di Rockol la recensione a firma Luca Bernini dell'album dal vivo del 2001 "Live at Red Rocks", una buona occasione per riascoltarla.
La seconda prova dal vivo su disco di Rickie Lee Jones coincide con la scelta di una location particolare – le Red Rocks del Colorado già teatro di un altro celebre live album, l’”Under a blood red sky” degli U2 - e di un repertorio che, a differenza del precedente “Naked songs”, viene presentato avvalendosi di un suono elettrico e della presenza di un gruppo piuttosto che di uno stile “live and acoustic” scarno ed essenziale.
Meno cover, più materiale originale caratterizzano inoltre la scaletta di questo live, che, a eccezione di “Gloria” e “Don’t let the sun catch you crying”, presenta tutte canzoni firmate da Rickie Lee Jones e pescate a piene mani dalle diverse fasi della sua produzione artistica, dagli esordi di “Chuck E’s in love” e “Young blood” fino alle più recenti – si fa per dire, visto che parliamo di composizioni di più di 10 anni fa - “Satellites” e “Flying cowboys”.
A questo punto chi conosce Rickie Lee Jones sa già cosa aspettarsi, anche perché non capita molto di frequente che la signora si trovi a corto di voce o di ispirazione durante un concerto: quindi può andare tranquillo e godersi da cima a fondo questa cavalcata nel suo regno fatto di ballad agrodolci, momenti di grande folk rock sempre svisato di swing e di jazz, brani intimisti in grado di scarnificare qualunque orpello per arrivare dritti alla sostanza della cosa, che poi altro non è che la magia dell’Arte. Per quanti invece non la conoscano "Live at Red Rocks" può servire da biglietto di presentazione, ammesso che costoro abbiano voglia, nel 2001, di sorbirsi un concerto fatto di canzoni suonate e arrangiate da una rock band sui generis, scritte e cantate da una voce che non ha eguali e registrate cercando di catturare e mantenere su disco tutta la magia dell’esibizione.
Rickie Lee Jones è una cantautrice unica, figlia di Joni Mitchell almeno quanto può essere considerata sorella di Tom Waits e parente alla lontana di Carole King: nella sua musica si specchiano molte delle anime cantautorali degli Stati Uniti, le fotografie in bianco e nero di Lyle Lovett (ospite su “Love is gonna bring us back alive”) e alcuni squarci in lontananza dell’Hotel California degli Eagles, l’amore per la stagione d’oro del rhythm’n’blues così come quello per gli anni dello swing e della musica di Nashville. Riferimenti che possono sembrare quasi in contraddizione tra loro ma che invece, nella musica di Rickie Lee Jones, si uniscono fino a dare vita a un qualcosa di unico, di tremendamente forte e delicato al tempo stesso.
Se la Mitchell era la Signora del Canyon, anche Rickie Lee Jones adesso ha un luogo che le appartiene, le Red Rocks del Colorado: a loro, e al suo pubblico, ha regalato una serata di grande musica e di passione, con quella voce che diventa sempre più sottile e penetrante ogni anno che passa. Scopritela con questo disco, e la amerete a lungo.