Il disco del giorno: Material, "Hallucination engine"
Material
Hallucination Engine (Cd Axiom/Island 74321181902)
La principale caratteristica dei Material è di essere un gruppo virtuale, nato e vissuto unicamente tra i confini della sala di registrazione, composto da un numero continuamente variabile e flessibile di musicisti coordinati dalla mente infaticabile del produttore Bill Laswell, uno dei protagonisti assoluti della vita musicale underground di New York, bassista eccellente e collaboratore di una pletora di artisti da Laurie Anderson a Herbie Hancock e Bootsy Collins.
Nei Material sono passati nomi che costituiscono la crema della scena discografica degli ultimi decenni, da Brian Eno a Wayne Shorter, da Sly Dunbar a Nile Rodgers; al progetto hanno prestato il proprio contributo musicisti provenienti da culture diverse come Shankar, Carlinhos Brown, Zakir Hussein, Trilok Gurtu e Aiyb Dieng ma si è potuta ascoltare anche la voce dello scrittore William Burroughs.
Anche il carattere della musica varia da disco a disco, passando dal funk/dub ad atmosfere maggiormente influenzate dalla musica etnica, sempre inserite in un contesto meticcio saturo di stimoli musicali anche opposti tra loro, sperimentale ma permeato da sfumature dance e soul. La sensibilità musicale di Laswell possiede un’antenna che riceve segnali da tutto il mondo e li mescola in un composto bollente ad alta densità, dove le chitarre di Nicky Skopelitis convivono con le melodie del flauto egiziano Ney e i sintetizzatori distorti di Jeff Bova.
Un minestrone? No, piuttosto un elisir dai mille profumi che a volte stordiscono un po’ ma lasciano una scia penetrante al loro
passaggio attraverso atmosfere spesso oscure, dove le note del basso elettrico di Laswell disegnano i contorni di un panorama dalle profondità abissali. Rispetto a lavori precedenti a questo, Hallucination Engine spinge ancor più l’acceleratore lungo il versante che porta verso Oriente; dalle prime note dell’iniziale "Black Light" ritmi intossicanti e ipnotici non lasciano tregua, amplificati dal mixaggio visionario di Oz Fritz e Robert Musso che dilata e distorce ogni minimo dettaglio strumentale.
La dimensione maggiormente immediata di album come "One Down" e "The Third Power" viene abbandonata in favore di una dimensione strumentale allucinata, una mappa che indica mille direzioni contemporaneamente decifrata con sicurezza da Capitan Laswell, in rotta verso lidi musicali sempre nuovi.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
