Il disco del giorno: Paul Simon, "One-Trick Pony"
Paul Simon
One-Trick Pony (Cd Warner Bros. 7599-27407-2)
Ingiustamente sepolto in un angolo della copiosa discografia di Paul Simon, poco considerato dai fans e dalla critica, questo album è invece uno dei migliori del cantautore americano.
Il poco successo che gli ha arriso (eccezion fatta per il singolo "Late in the Evening" che scalò rapidamente le classifiche mondiali) probabilmente è collegato allo scarsissimo risultato dell’omonimo film diretto da Robert Young (di cui quest’album è la colonna sonora) che vedeva Simon in un imbarazzante ruolo da attore protagonista mettendo in mostra tutta la sua inadeguatezza di recitazione.
È un peccato, perché le canzoni scritte da Simon in questi anni avevano raggiunto un livello qualitativo che aveva pochi paragoni sulla scena mondiale, sia a livello di musica che di testi. Raffinate partiture spesso caratterizzate da giri armonici assai sofisticati e da arrangiamenti lustrati sino alla perfezione raccontavano storie molto complesse ricche di riferimenti letterari. La storia del film era un banale racconto della vita on the road di un musicista fallito e della sua band (gli stessi musicisti che accompagnano Simon nel disco, anch’essi autentici geni del loro strumento e attori egualmente catastrofici).
Le canzoni si concentrano su un mondo di sogni infranti, estenuanti serate passate a tirar tardi nei clubs, figure perdenti, disillusione mista ad aurea mediocritas, spesso utilizzando brillanti metafore ("Jonah", "That’s Why God Made the Movies") per rappresentare meglio l’interiorità dei personaggi. La musica è ricca di riferimenti jazzistici, con memorabili melodie svolte su tappeti di modulazioni inaspettate, aperture al blues e all’utilizzo di tempi dispari ("How the Heart Approaches What It Yearns").
Simon non avrebbe potuto raggiungere questo livello qualitativo senza il gruppo di musicisti che lo ha spinto verso questi lidi musicali. Il piano elettrico di Richard Tee armonizza con gusto le melodie di Simon sorretto dalla classe inarrivabile della ritmica di Steve Gadd (batteria) e Tony Levin (basso) a cui viene aggiunta una lunga lista di vecchie volpi degli studios americani tra cui Don Grolnick (tastiere), Hugh McCracken (chitarra) e Ralph McDonald (percussioni) che sotto la guida del produttore Phil Ramone tracciano assieme a Simon un paesaggio sonoro che merita di essere riscoperto a distanza di anni.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
