Il disco del giorno: Howard Skempton, "Lento"

Consigliato e raccontato da Carlo Boccadoro
Il disco del giorno: Howard Skempton, "Lento"

Howard Skempton
Lento (Cd Single NMC D005)

Una delle voci maggiormente personali nel panorama compositivo contemporaneo, l’inglese Howard Skempton si è ritagliato nel tempo uno spazio assolutamente indipendente da qualsiasi trend stilistico, restando equidistante sia rispetto ai dettami dell’avanguardia tradizionale che ai richiami delle sirene postmoderne. Il suo stile non somiglia a quello di nessun altro e si svolge spesso lungo coordinate temporali brevissime (esistono sue composizioni che durano anche pochi secondi), dove il discorso musicale si presenta ad un grado di altissima concentrazione.

L’uso della tonalità e del diatonismo non ha nulla di nostalgico e consolatorio, bensì mira a raggiungere una purezza sonora che lo accomuna ad un compositore a lui molto affine, Morton Feldman; entrambi (pur utilizzando un linguaggio completamente differente) puntano a un’essenzialità sonora pressoché totale, dove è bandito ogni orpello e la materia musicale si disvela in tutta la sua luminosità; non a caso tutti e due amano molto scrivere per il pianoforte, strumento la cui omogeneità timbrica è ideale per il dipanarsi di questa musica apparentemente statica ma in realtà ricchissima di microvariazioni che ne innervano la struttura in maniera non priva di inquietudine.

La produzione sinfonica di Skempton non è ricchissima; "Lento", composto nel 1991, ne rappresenta uno dei vertici.
Definito dallo stesso autore come «monolitico» questo brano si svolge come una estatica processione di triadi in alternanza, spesso affidate ai soli archi ma durante il corso del pezzo rinforzate da tutte le sezioni orchestrali.
Nelle mani di Skempton la semplicità sconcertante dell’assunto iniziale si trasforma magicamente in poesia, tratteggiando un
paesaggio di straordinaria chiarezza espressiva, alieno da qualsiasi retorica e concentrato su pochi parametri. Le ripetizioni del «tema» (per così dire) principale vengono alternate da brevissimi interludi che ricercano motivi di differenziazione melodica all’interno di un discorso essenzialmente privo di grandi contrasti.

Non si pensi però a un risultato monocorde; nei dodici minuti di questo mini-Cd Skempton riesce a introdurci con garbo nel suo universo, dove l’ideale di una musica priva di tensioni eppure sempre vigile dal punto di vista intellettuale si rivela ancora una volta possibile.
 

Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.

Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.

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