Il disco del giorno: Hilliard Ensemble, "The Singing Group"
Hilliard Ensemble
The Singing Club (Cd Harmonia Mundi HMA 1901153)
Nel diciassettesimo secolo le tavolate di taverne e osterie inglesi si trasformavano spesso in occasioni di esibizioni canore collettive, il cui calore conviviale era ulteriormente rinfocolato dalle abbondanti libagioni a base prevalentemente alcolica.
Successivamente le occasioni di cantare insieme dettero vita a vere e proprie associazioni di amatori denominate singing club, dove ci si ritrovava per intonare assieme arie di derivazione popolare e strofe spesso rivestite di licenziosi doppisensi; molti grandi compositori di quegli anni, tra i quali Purcell, Arne e Ravenscroft, scrissero per questi club utilizzando la forma della Caccia (composizione in cui le voci si rincorrono a breve distanza tra loro) e del Madrigale, dando vita a deliziosi componimenti vocali la cui freschezza e piacevolezza melodica sono giunte intatte sino ai nostri giorni.
Nonostante molti di questi brani non siano stati concepiti per esecutori professionisti, essi sono tutt’altro che facili da eseguire; richiedono intonazione perfetta e grande coordinamento di ritmo e dinamica. L’Hilliard Ensemble possiede queste caratteristiche in abbondanza e si trova a proprio agio sia in canzoni spiritate come "Call George Again", "Boys" e" Where the Bee Sucks There Suck I" che nella cantabilità di "There Were Three Ravens" e "She Weepeth Sore in the Night", dagli accesi
cromatismi di sapore monteverdiano.
Gli esecutori riescono a coniugare in maniera perfetta le rigorose esigenze filologiche che le partiture richiedono con un autentico piacere di far musica. Durante l’ascolto sembra davvero di essere in un antico ritrovo tra amici che scacciano il freddo attraverso robuste dosi di birra e liquori, aggiungendo magari all’atmosfera il profumo di pipa e sigari, dando vita a esibizioni
che talvolta prendono il tono di vere e proprie scene teatrali.
La seconda parte del disco è dedicata a un genere vocale differente, il Glee, destinato a un pubblico dai gusti maggiormente raffinati che si riuniva espressamente per il piacere dell’ascolto musicale (anche se cene e spuntini non erano mai del tutto assenti da queste riunioni). Le atmosfere di questo stile si fanno più contrastate, esplorando anche territori musicali maggiormente riflessivi rispetto al baldanzoso repertorio di pochi anni addietro, ma sempre con risultati di grande bellezza.
Carlo Boccadoro, compositore e direttore d’orchestra, è nato a Macerata nel 1963. Vive e lavora a Milano. Collabora con solisti e orchestre in diverse parti del mondo. E’ autore di numerosi libri di argomento musicale.
Questo testo è tratto da "Lunario della musica: Un disco per ogni giorno dell'anno" pubblicato da Einaudi, per gentile concessione dell'autore e dell'editore.
