Kiss, Gene Simmons l’asociale: ‘Non ho amici’
Il bassista e co-fondatore dei Kiss Gene Simmons è dotato di una personalità senz’altro forte, che lo porta a non scendere a compromessi. Intervistato dal magazine Goldmine, l’artista - nato nel ‘49 ad Haifa, in Israele, ma residente negli Stati Uniti, a New York, dall’età di otto anni - ha ammesso di non avere una rete di relazioni particolarmente fitta. Più precisamente, non ce l’ha.
“Eccezion fatta per Paul [Stanley], col quale mi vedo solo per lavoro, come posso spiegarlo senza sembrare disumano? Non ho amici”, ha detto Simmons. “Sì, perché se avere amici vuol dire ‘Ah, non ho niente da fare questo pomeriggio: ehi, vuoi passare un po’ di tempo con me?’, allora sono più interessato a quello che voglio fare, piuttosto che fingere di essere interessato a quello che vuole fare qualcun altro. Perché no, non lo sono”.
Simmons un concetto molto simile l’aveva espresso già nel 2006 in un intervento ospitato dal sito ufficiale della band, Kissonline. “Io e Paul non siamo sempre d’accordo sulle cose che riguardano il gruppo, ma lui, semplicemente, è il fratello che non ho mai avuto. Mi sento più vicino a lui che a chiunque altro. Infatti, praticamente, non ho amici. E’ una scelta, preferisco i conoscenti. Non mi aspetto niente da nessuno e non voglio che nessuno venga da me con i suoi problemi. Io e Paul viviamo molto vicini, ma non ci vediamo spesso, ma alla fine resterò sempre al suo fianco, perché lo rispetto”.
I Kiss sono impegnati nel loro tour d’addio, l’End of the Road, che si concluderà con un grande evento - ancora in via di definizione - che potrebbe tenersi a New York, città di origine della band. La fine delle attività dal vivo, ha spiegato Simmons, non implicherà - tuttavia - la fine della carriera del gruppo: “I Kiss continueranno in modi a cui nemmeno io ho pensato. Ma che posso concepire”, aveva raccontato al podcast 'Let There Be Talk' di Dean Delray, “Potrebbe - e dovrebbe - esserci uno spettacolo dei Kiss, una specie di live sul palco con gli effetti e tutto il resto, ma anche una cosa sem-iautobiografica su quattro teste vuote per le strade di New York che si conclude con una festa in piena regola, un'esibizione a tutto tondo. Non con noi - non avrei problemi con quattro ventenni all’altezza che si truccano e nascondono la loro identità. Anche se non sarebbe un problema intervenire ogni tanto…”.