Fast Animals and Slow Kids con Ligabue: un incontro generazionale
Due strade che, partite in momenti e da luoghi diversi, ma mosse da intenti simili, si incontrano: è questo il fulcro del nuovo singolo dei Fast Animals and Slow Kids con Luciano Ligabue. Il brano, intitolato “Il tempo è una bugia” e pubblicato oggi 16 settembre per Woodworm in licenza esclusiva per Believe, disponibile in tutti gli store digitali e per la programmazione radiofonica, arriva come il risultato di un lavoro condiviso che ha visto la band perugina collaborare direttamente con il cantautore di Correggio.
Un incontro generazionale
“Un film di Spike Lee che non capivo a fondo / Nudo come i Blink ma senza aver successo”, canta nei primi versi della canzone il frontman del gruppo Aimone Romizi, che cede poi il passo a Ligabue, che continua: “Le risse al Marabù / I club sulla via Emilia”. Si viene così a creare un incontro, più che un confronto, tra percorsi artistici che hanno avuto origine in luoghi e periodi distanti, ma che sono accomunati dalla stessa spinta verso la musica suonata e la magia dei concerti. I Fast Animals and Slow Kids ripercorrono quindi la loro determinazione degli inizi nel rincorrere il sogno di musicista usando riferimenti anche noti alla loro generazione, mentre la voce di “Certe notti” porta ricordi del suo passato legati a una delle discoteca più famose di Reggio Emilia e teatro di una tappa fondamentale del suo inizio di carriera. Tra le sonorità e le parole del testo di “Il tempo è una bugia”, la formazione di Perugia e Ligabue si ritrovano però a condividere una passione e un’energia che li hanno avvicinati proprio alla genesi del brano e che in musica si trasformano nell'unione dei loro mondi sonori. Il singolo si costruisce su molti degli elementi sonori che hanno caratterizzato il più recente album dei FASK, "È già domani”, con spunti che rubano al rock quanto al pop, e che guardano tanto agli idoli della band come Bruce Springsteen o War on Drugs. La spinta di Luciano Ligabue arriva invece con l'incursione di sonorità immediatamente ricondocibili al suo linguaggio, dalle chitarre al piano, oltre che con un ritornello da rock da singalong.
"Chi suona, in pratica, può viaggiare indietro nel tempo"
“La più grande fortuna di un musicista è il poter ripercorrere all’infinito la propria vita attraverso le parole e le note delle canzoni che ha scritto”, hanno spiegato i Aimone Romizi, Alessandro Guercini, Alessio Mingoli e Jacopo Gigliotti, che a proposito di “Il tempo è una bugia” hanno aggiunto: “Quando un musicista sale sul palco e suona una propria canzone, si perde nei meandri dei ricordi, come se li stesse rivivendo, come se fosse la prima volta. Chi suona, in pratica, può viaggiare indietro nel tempo senza mai lasciare il presente. Questa canzone è una presa di coscienza di tutto questo: due generazioni che si raccontano, che si confrontano, che descrivono i primi ricordi legati alla musica e alla propria provincia, due generazioni che nella musica si incontrano, al di là dei confini di un tempo che fa finta di passare e non passa mai, per nessuno, a nessuna età”. Sul messaggio e il concept racchiuso all’interno della canzone, la band ha anche raccontato: “‘Il tempo è una bugia’ perché lo si può fermare in una canzone, il tempo è una bugia perché scorre così veloce che quasi non lo percepisci, il tempo è una bugia perché è intimamente connesso con lo spazio e nello spazio viviamo noi, non il tempo”. E ancora: “Eppure, nonostante tutto questo, alla fine ci ritroviamo tutti i giorni a guardare il sole sorgere, con la stessa identica ammirazione di quando llo osserviamo scomparire, col viso rivolto ad ovest e la sicurezza di un’altra alba che si appresta a tornare nel ciclo continuo della vita. Ed è forse per questo, solo per questo, che il tempo è la bugia che vogliamo ripeterci mille e mille altre volte ancora”.
FASK e Ligabue: un lavoro fianco a fianco
La genesi di “Il tempo è una bugia”, come raccontato dai FASK a Rockol, la si deve a una lettera a cuore aperto che il gruppo ha inviato a Ligabue con il semplice scopo di invitare il cantautore emiliano a conoscersi e magari condividere uno scambio di idee. “Abbiamo sempre bisogno di puntare alla luna”, ha spiegato Aimone Romizi a Rockol il giorno dell’uscita del nuovo brano, che arriva dopo un anno importante per la band perugina, che è tornata con un nuovo album in studio, “È già domani”, e con due tour che li hanno riportati a vivere i concerti senza restrizioni e in chiusura domani nella loro città. I Fast Animals and Slow Kids hanno quindi sottolineato: “In questa fase della nostra carriera ci siamo interrogati su quale potesse essere il passaggio successivo per puntare un po’ più in alto”. Hanno aggiunto: “Se ti guardi intorno, in Italia il rock and roll non è che ha tante sfaccettature. Quindi abbiamo pensato a Ligabue e abbiamo deciso di provare. L’idea iniziale era anche solo quello di parlare con lui. Lo slancio era di riuscire ad avere una conversazione con qualcuno che del rock and roll aveva fatto una carriera lunga, florida e importantissima”. I FASK sono così arrivati a condividere quegli stessi “sogni di rock and roll” con Luciano Ligabue, con cui hanno poi lavorato direttamente e fianco a fianco.
In un comunicato Ligabue ha fatto sapere che “i FASK hanno ‘birra’, voglia, passione e predisposizione al r’n’r”, e che “mi ha fatto molto piacere la loro richiesta di una possibile collaborazione ma ancora di più cantare una bella canzone come ‘Il tempo è una bugia’. Rock on”. Dal canto loro, a proposito della collaborazione con Luciano, Aimone Romizi e compagni hanno svelato: “Lavorare insieme a Luciano per ‘Il Tempo è una bugia’ è stata per noi un’occasione di crescita straordinaria. Un confronto illuminante e diretto con una persona appassionata, profonda e sincera, che ha scritto straordinarie pagine della storia della musica italiana”. La band ha quindi narrato: “Lavorare fianco a fianco sull’arrangiamento, sulla melodia, sull’utilizzo cosciente delle parole e, più in generale, sulle emozioni che volevamo trasmettere attraverso una canzone è stata un’esperienza che porteremo per sempre con noi. I consigli che abbiamo ricevuto da Luciano ci hanno permesso di guardare da un’altra prospettiva la nostra musica, ci hanno inorgoglito e fatto sentire più sicuri di noi stessi e di questo gli saremo per sempre grati”.