Edda e Gianni Maroccolo ci fanno commuovere
C’è qualche cosa che rimane addosso e non va via. È una sensazione strana, come se quelle parole e quei suoni ci appartenessero da tempo. È uscito “Lia” il primo brano estratto da “Illusion” il nuovo album del cantautore milanese Edda prodotto da Gianni Maroccolo e in uscita il 23 settembre. Si tratta di una ballata eterea, a tratti inafferrabile, che lo stesso Edda definisce “allergica” e che apre la strada a un nuovo viaggio artistico. La sua struggente vocalità incontra le sonorità distese e meravigliose di Maroccolo: a unire questi due mondi ci sono testi che regalano visioni dei sentimenti da angolazioni non convenzionali, liberando così le rispettive espressività.
La collaborazione con Maroccolo, già collaudata nel disco-regalo pubblicato in piena pandemia “Noio; volevam suonar”, uscito nel 2020, toglie all’immaginario di Edda, cantautore da sempre naif e fuori dagli schemi, il velo dell’effimero. Le chitarre scolpiscono la poetica dell'ex Ritmo Tribale, ma allo stesso tempo la lasciano libera di fluttuare: a tratti sembra uno dei pezzi migliori della discografia dei Mogwai, un post-rock che per codice rifiuta le gabbie. Edda descrive così il brano: "Le madri prima di essere madri sono state ragazze, bambine, figlie a loro volta. Noi le conosciamo solo come madri e così perdiamo una parte della loro vita. "Lia" parla di questa parte della vita delle nostre madri che a noi figli manca ed è forse anche stata la parte migliore della loro esistenza".
Il video di “Lia”, scritto e diretto da Nicola Santoro, è realizzato in pellicola e alterna le due linee temporali che raccontano il viaggio in cui le protagoniste ripercorrono tutta la loro esistenza: "Al primo ascolto di ‘Lia’ ho capito subito che il brano era sospeso nello spazio e nel tempo”, racconta il regista. “Da lì, l’idea di utilizzare il formato Super 8: volevo un video umanamente non contemporaneo con il fine ultimo di fondere immagini e musica in un tutt’uno”. Sulla pubblicazione del nuovo album, “Illusion”, che contiene undici tracce, ha parlato Maroccolo: “Questo disco è pura magia. Umana, spirituale, musicale, artistica. È vero in ogni singola nota e parola. Trasuda purezza, quella un po’ ingenua che riconosci solo nei grandi artisti e negli esseri umani illuminati. Collaborare da anni con Stefano (Edda, ndr) ha significato per me scoprire una persona meravigliosa, ma anche avere a che fare con un artista talentuoso a livello compositivo. Ha una scrittura di altissimo spessore (sia a livello melodico/armonico che di liriche), una vocalità fuori dal comune, e un chitarrismo unico. È visionario e profondo, ironico e amorevole, ma sempre e comunque mai assimilabile né omologabile a nessuno”.