Coez e le classifiche: “Non state capendo più un cazzo?"
Coez, attraverso una serie di tweet, sempre a suo modo, cioè con una buona e serafica dose di ironia, ha detto la sua sullo stato attuale della musica: “Mainstream (Calcutta, 2015, ndr), Regardez moi (Frah Quintale, 2017), Superbattito (Gazzelle, 2017), L’ultima festa (Cosmo, 2016), Polaroid (Carl Brave x Franco126, 2017), ci metto anche Faccio un casino (Coez, 2017), c’è stato un gran momento per la musica italiana, guardando la classifica mi chiedo se stiamo sbagliando noi qualcosa o non state capendo più un cazzo voi?”.
Una provocazione che ha scatenato tanti tweet di risposta, in alcuni si chiedeva di aggiungere altri dischi fondamentali come quelli dei Cani di Niccolò Contessa, e a ruota sono arrivati altri interventi del cantautore romano: “Pure sta roba che le canzoni d’amore sono per le ‘fighette’ non la capirò mai vi sentite dischi pieni di minchiate che nel 90% dei casi non sono vere, almeno nelle canzoni d’amore qualcosa di vero c’è”. Poi, vedendo il polverone che si è alzato, ha voluto chiudere di nuovo nel segno della satira: “Comunque a me non me ne frega manco un cazzo delle classifiche, in realtà manco l’ho viste”. In realtà il dibattito è da tempo aperto e la questione è tutt’altro che semplice: l’indie ha esaurito la sua carica propulsiva? Si tratta di un mondo ufficialmente chiuso? Proprio Coez qualche giorno ha scritto un tweet interessante sull’evoluzione della musica e sui generi: “Fare del bene per la musica non vuol dire accrescere il proprio pubblico e basta ma creare delle nuove onde di genere, delle nuove wave da seguire, spesso chi lo fa rimane nell’ombra e non viene capito per anni, e quasi mai è un artista da numeri giganti”.
Mainstream, Regardez moi, Superbattito, L’ultima festa, Polaroid, ci metto anche Faccio un casino, c’è stato un gran momento per la musica italiana, guardando la classifica mi chiedo se stiamo sbagliando noi qualcosa o non state capendo più un cazzo voi. 🤷🏻♂️