E poi Ian Anderson lasciò la chitarra e si comprò un flauto...
Qualche anno fa il leader dei Jethro Tull Ian Anderson, che oggi compie 75 anni, nel corso di una intervista rilasciata alla testata musicale Classic Rock, ha ricordato i motivi per cui, agli inizi della sua carriera, nel 1967, abbandonò la chitarra e acquistò un flauto, strumento con il quale viene identificato ancora al giorno d'oggi e che lo distingue dal resto delle rockstar che si sono via via succedute nel corso della storia del rock.
A quel tempo Anderson aveva già formato una prima versione di quella che ancora oggi è la sua band e suonava principalmente musica blues poiché, all'epoca, non pensava ci fossero molte altre alternative possibili. Questo il suo racconto di quando, ventenne, mosse i primi passi nel colorato mondo della musica: “Noi siamo usciti nel periodo in cui per fare un concerto - per non parlare dell'avere un contratto discografico - dovevi far parte di una band blues oppure di un gruppo pop. Ma ai margini c'erano anche Captain Beefheart e la Graham Bond Organisation - molto diversi dal puro blues nero americano - che furono importanti per lo sviluppo dei Jethro Tull.”
Ian poi spiega a Classic Rock come, a un tratto, cambiò la scena musicale in Gran Bretagna: "Il cartello divenne più grande nell'estate del '67, quando i Pink Floyd fecero “The Piper at the Gates of Dawn” e i Beatles “Sgt. Pepper”. Quei dischi mi stimolarono, si poteva uscire dalla zona di comfort del blues a 12 battute o della musica pop e si poteva fare qualcosa di diverso".
Il suo narrare lo porta a rivelare cosa accadde di tanto sconvolgente da fargli abbandonare l'uso della chitarra, suo primo strumento: "Suonavo la chitarra e l'armonica, ma come chitarrista non sarei mai stato bravo come Eric Clapton. Mi separai dalla compagnia della mia Fender Strat, il cui precedente proprietario era stato Lemmy Kilmister (il defunto frontman dei Motorhead, ndr), che all'epoca era il chitarrista ritmico dei Rockin' Vickers, e comprai un flauto, senza una ragione. Mi sembrava fosse bello e scintillante."
Ian Anderson ammette candidamente che, per quanto il flauto gli piacesse, i primi tempi con il nuovo strumento furono piuttosto faticosi, tanto che da ignorarne la presenza per almeno sei mesi dopo che l'ebbe acquistato, poi un giorno accadde che... "Qualcuno mi disse: 'Non soffiare nel buco, soffiaci sopra'. Okay. All'improvviso ottenni una nota, poi un'altra e un'altra ancora. Nel giro di una settimana suonavo assoli blues che diventarono parte del nostro concerto. Quello fu l'inizio dei Jethro Tull, con il ragazzo in piedi nel mezzo che suona il flauto su una gamba sola." Il resto è storia. Per alcuni fan, leggenda.