Kate Bush e il segreto della produzione di "Running up that hill"

Come fece la cantautrice a realizzare quegli strani suoni che rendono il brano così accattivante?

Una roba da nerd? Forse. Ma il successo di Kate Bush e di "Running up that hill" per mano di "Stranger Things" si porta con sé anche un mini-revival del sintetizzatore, ormai diventato cult tra gli appassionati e gli esperti, con il quale la cantautrice britannica ricreò tutti quei suoni elettronici pieni di eco e di effetti strani che ancora oggi hanno un loro fascino e che all'epoca cozzavano con il synthpop patinato dell'epoca. Stiamo parlando del 1985, l'anno in cui i Duran Duran cominciano a lavorare al loro "Notorious" e gli Spandau Ballet dopo "Parade" buttano giù le prime idee per "Through the barricades", mentre gli a-ha si preparano a scalare le classifiche con "Take on me", per intenderci. 

Sui forum e sui social, tra i nerd musicali, in molti stanno dedicando ampie riflessioni all'uso che nell''85 Kate Bush avrebbe fatto per "Hounds of love", l'album di "Running up that hill", del CS-80 della Yamaha, il sintetizzatore analogico che l'azienda mise in commercio a partire dal 1977, il primo sintetizzatore polifonico al mondo destinato al commercio. Vangelis ne fece parecchio uso per le sue colonne sonore, da quella di "Blade Runner" di Ridley Scott del 1980 a quella di "Momenti di gloria" di Hugh Hudson del 1981. Il compositore greco definì il CS-80 della Yamaha, evoluzione più economica e più facilmente trasportabile del GX-1 uscito in commercio due anni prima (costava 60 mila dollari, mentre il CS-80 venne messo in commercio al prezzo di 7 mila dollari), "il più grande sintetizzatore mai realizzato". 

Nel 1985, alle prese con le lavorazioni del suo quinto album in studio, il secondo totalmente autoprodotto, Kate Bush decise di sperimentare ancor di più con i suoni, rispetto a quanto fatto con "Never for never" e "The dreaming". Ma non fu con lo Yamaha CS-80 che la cantautrice britannica realizzò il sound di "Running up that hill" e delle altre canzoni contenute in "Hounds of love". Kate Bush utilizzò un altro sintetizzatore, che lei stessa suonò nelle sessions che portarono alla genesi del disco dell''85: il Fairlight CMI.

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Fu la stessa Kate Bush, in un'intervista dell'epoca, a svelare che dietro l'universo sonoro di "Hounds of love" c'era il sintetizzatore-campionatore digitale progettato sei anni prima dai fondatori della Fairlight, Peter Vogel e Kim Ryrie, basato su un sintetizzatore a doppio microprocessore, il Qasar-M8, progettato da Tony Furse a Sydney.

A far scoprire a Kate Bush il Fairlight CMI fu probabilmente Peter Gabriel, suo mentore (fu lui a lanciare la cantautrice), che già nel 1979 ne aveva ricevuto un modello dallo stesso Peter Vogel: "Gabriel era completamente elettrizzato e mise immediatamente in uso la macchina durante la settimana in cui Peter Vogel rimase a casa sua", ebbe a dire Stepehn Paine, testimone dei primi esperimenti di Peter Gabriel con lo strumento. 

Solitamente restia a svelare i segreti delle sue produzioni, in un'intervista concessa durante la promozione di "Hounds of love", trainato proprio dal successo di "Running up that hill", a proposito delle tecniche di produzione Kate Bush confermò che le parti di synth delle canzoni erano state realizzate con il Fairlight: "Gli strani effetti della canzone? L'ho composta con il Fairlight".

Grazie a "Stranger Things" la hit di Kate Bush è tornata in cima alle classifiche, conquistando la vetta di quella dei singoli più venduti, ascoltati e scaricati nel Regno Unito: "È semplicemente straordinario. 'Stranger Things' è una serie fantastica. Sapevo che la canzone avrebbe attirato un po' di attenzione. Ma non avrei mai immaginato che sarebbe accaduto qualcosa del genere. È così entusiasmante. Ma è davvero scioccante, vero? Voglio dire, sono andati tutti fuori di testa", ha detto Kate Bush, oggi 63enne e da tempo lontana dalle scene, in una rara intervista.

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