The National e Courtney Barnett: prende il via La Prima Estate
Alla fine di ogni canzone Matt Berninger incrocia gli avambracci al petto mimando un abbraccio di affetto e di riconoscenza. Ecco, il set dei The National che ha chiuso la prima giornata de La Prima Estate a Lido di Camaiore possiamo considerarlo come un lungo abbraccio verso i propri fans non privo di qualche asperità che la vita ci regala.
La band dei gemelli Dessner e dei fratelli Devendorf hanno ancora una vostra stregato il pubblico italiano con un set pieno zeppo di successi. La voce baritonale potente e inquietante di Berninger rimane la parte centrale del suono e dell'identità della band, ma gli arrangiamenti proposti al Parco BussolaDomani mettono particolarmente in primo piano, oltre alle chitarre e alla parte ritmica, il trombone e la tromba suonate da Ben Lanz e Kyle Resnick. Berninger, dicevamo, canta meglio che mai, urla meno e la classica bottiglia di vino sembra sia stata bandita dal palco. Sembra persino un po' stanco in questa ultima esibizione del tour europeo, e forse per questo non si getta tra il pubblico come lo abbiamo visto più volte fare. Il blocco “I need my girl” “This Is The Last Time” e “Slow Show” riceve molti consensi dal pubblico, mentre un paio di brani tratti da “I Am Easy to Find” sono anche accompagnati da una voce femminile che sostituiscono gli interventi dell'irlandese Lisa Hannigan e Sharon Van Etten. Soprattutto verso la fine dello spettacolo, ti rendi conto che i classici della National come “Fake Empire”, “England” ma anche "Mr. November” suonano ogni volta sempre meglio con gli arrangiamenti dove svetta sempre più il pianoforte. Luci molto buie ma che facevano risaltare bene le belle riprese video in bianco e nero sugli schermi.
Prima di loro Courtney Barnett (anche per lei, come per i National unica data italiana nella prima edizione del festival versiliese). Il set ha alternato i suoi classici con le canzoni più rilassate e riflessive dell'ultimo “Things Take Time, Take Time” che dal vivo riescono ad avere un'identità più precisa. La Barnett è qui sostenuta dai collaboratori di lunga data Bones Howe al basso Dave Mudie alla batteria e con Stella Mozgawa dei Warpaint, che è stata la principale partner musicale di Barnett nel nuovo album, dove qui oltre a cantare e a suonare le tastiere (molto presenti nelle canzoni dell'ultimo disco) suona anche drum machine e il mellotron. Ben otto le canzoni proposte dall'ultimo disco, ma c'è anche “Avant Gardener” e una “Small Poppies” particolarmente feroce, mentre "Write a List of Things to Look Forward To" qui viene proposta con un tocco jingle jangle pop che fa apprezzare ancora di più il nuovo album.
Ad aprire la prima giornata di musica del festival Giorgio Poi, un interprete sempre più a fuoco e che grazie anche alla qualità delle sue composizioni e della sua band svetta totalmente rispetto a una media del cosiddetto it pop di mediocre qualità. Davvero un bel set il suo che parte con un'intro strumentale suonata da Poi al sax e seguita dalle canzoni dei suoi tre album di indie pop pschedelico con forti ispirazioni battistiane, decisamente da rivalutare. Ad aprire la giornata il gruppo argentino El Mato a una Policia Motorizado, una band davvero solida purtroppo qui penalizzata da un set ridotto per colpa di questione burocratiche che hanno ritardato l'apertura dei cancelli. Canzoni rock in lingua spagnola molto efficaci le loro. Una band che in America Latina ha un ottimo successo e che in questi mesi sta facendosi conoscere in Europa grazie anche alla distribuzione dei loro dischi da parte di Primavera Label, l'etichetta del Primavera Sound.
THE NATIONAL
Don't Swallow the Cap
Mistaken for Strangers
Bloodbuzz Ohio
The System Only Dreams in Total Darkness
Rylan
I Need My Girl
This Is the Last Time
Slow Show
Ice Machines
Day I Die
Tropic Morning News (Haversham)
Light Years
Pink Rabbits
England
Graceless
Fake Empire
Mr. November
Terrible Love
About Today
COURTNEY BARNETT
Rae Street
Sunfair Sundown
Avant Gardener
Need a Little Time
Small Poppies
Turning Green
Elevator Operator
History Eraser
Depreston
Before You Gotta Go