Ketama126 è il cavaliere dell’apocalisse del rap

È uscito il nuovo album "Armageddon": “In Africa ho capito che molti nostri problemi sono falsi”.
Ketama126 è il cavaliere dell’apocalisse del rap
Credits: Alessandro Mancin

“Nati perdenti, ma possiamo vincere se non smettiamo mai di lottare”. Non sono tanti gli artisti, oggi in Italia, capaci di raccontare i margini e gli angoli, talvolta anche sporchi, della vita. L’amarezza di un’esistenza difficile, l’incompiutezza di un percorso, il materialismo che si sgretola davanti a un dolore ben più grande di un diamante, sono le traiettorie storte e sghembe dell’immaginario di Ketama126. Il rapper romano dall’animo rock ha pubblicato "Armageddon", una fotografia dei tempi incerti in cui viviamo. Non è la fine del mondo, ma la consapevolezza che tutto possa finire da un momento all’altro. Per questo ogni giorno va vissuto al massimo, convivendo con i propri fantasmi. Ketama, come un cavaliere dell’apocalisse del rap, con un linguaggio crudo e senza filtri, si fa megafono di questo messaggio, figlio di alcuni viaggi quasi spirituali che l’hanno segnato.

Il viaggio in Africa

“Ho iniziato a lavorare al progetto nell’estate 2020 – ricorda Ketama – era quasi tutto bloccato a causa della pandemia. Non scrivevo da un po’. Ero sempre chiuso in casa. Così decisi di trasferirmi a Ibiza con i miei produttori e lì siamo riusciti a impostare i primi pezzi. Poi tornai a Roma e mi rimisi in viaggio: sono stato in Marocco e in Kenya. Questi spostamenti mi hanno salvato, sia a livello umano che artistico. Se non vivi non puoi scrivere. Non ero mai stato fuori dall’Europa. L’Africa mi ha insegnato molto, mi ha aperto la mente sulla nostra vita e sull’Italia. Molti dei nostri problemi, anche quelli che si legavano al Covid, non erano e non sono veri. Sono falsi o imposti da qualcuno. Sembrano insormontabili, ma non è così. Vedere persone che vivono con molto meno rispetto a noi e in modo diverso, modifica la percezione di chi siamo. Tutto questo mi ha spinto a realizzare l’album”.

L’Armageddon non è tanto il giorno del giudizio inteso in senso biblico, è uno stato mentale secondo il quale ogni giorno è l’ultimo giorno. “Il titolo è nato proprio sull’onda dell’esperienza africana, proprio vedendo certe persone che davano valore a ogni giornata della propria vita come fosse l’ultima – ricorda Ketama – i viaggi sono stati la chiave di volta, la via d’uscita dall’isolamento pandemico. Ho avuto anche l’occasione di ascoltare tanta musica, meno rap rispetto al solito. Ho sempre cercato di sperimentare con i generi e in questo disco credo di averlo fatto aprendomi alla black music, al jazz e al reggae. È un album caldo nei suoni”.

L’occasione offerta dalla trap

Ci sono suoni rock, urban, reggae, jazz e perfino reggaeton, riferimenti a Nina Simone e ai Gorillaz, tutto compresso dentro il mondo rap e trap dell’artista romano. “Io non rinnego il mondo da cui vengo, il rap, ma non voglio essere vincolato – sottolinea Ketama – mi piace giocare con tante influenze come ho fatto in passato con il rock e con il grunge. Ho anche profondo rispetto e ammirazione per la storia della musica: tre anni fa ho fatto uscire ‘Cos'è l'amore’, che contiene una strofa inedita di Franco Califano. Un sogno per me. Mi sento imprevedibile e non voglio mettermi confini. Credo che la grande forza della trap sia la possibilità di accogliere dentro di sé tantissimi generi diversi e contaminarla è l’unico modo per renderla sempre attuale”.

Un coro di bambini

Tra gli ospiti del disco, oltre ai compagni di crew Franco126 e Pretty Solero e agli amici Carl Brave e Noyz Narcos, troviamo nomi internazionali come l’austriaco Raf Camora e gli spagnoli Kaydy Cain e Yung Beef. Le produzioni musicali portano la firma per la maggior parte dello stesso Ketama, con contributi di artisti come Nino Brown, Drone126, Il Tre Beats, Gferrari, Night Skinny, Kamyar, Toxicismad e Baby Pantera. Una delle tracce che più colpiscono è “Ribelle”.

“È una sorta di manifesto ideologico della ribellione: il tutto cantato da bambini perché sono più sinceri e puri di noi. I bambini danno alle parole maggior significato. Non ci sono parolacce nel pezzo, è puro come un fuoco”, sorride Ketama. Tra la fine dell’anno e i primi mesi del 2022, il rapper è anche diventato l’ospite più conteso come featuring negli album di maggior successo del rap italiano, tra cui spiccano quelli di Gué, Noyz Narcos, Sick Luke e Fabri Fibra. In quest'ultimo, “Caos”, il rapper romano è presente nel brano “Pronti al peggio” e ha contribuito alla produzione di “Noia” con Marracash. “‘Noia’ è un brano jazzato dalle atmosfere particolari – conclude – io non mi sono mai posto obiettivi di classifica, ma artistici sì: voglio far capire come il rap, la trap, l’hip hop possano essere trasformati sempre in qualche cosa di nuovo e unico”. 

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