Rolling Stones, la storia di "Sing This All Together"
"Their Satanic Majesties Request", l'album dei Rolling Stones, è uscito l'8 dicembre del 1967; all'avvicinarsi del cinquantacinquesimo compleanno lo raccontiamo canzone per canzone, in ordine di tracklist.
Sing This All Together (Jagger-Richards)
Jagger: voce, cori • Jones: fiati • Richards: chitarra, cori • Wyman: basso • Watts: percussioni ••• Nicky Hopkins: piano • John Lennon: cori • Paul McCartney: cori
Registrazione luglio, agosto, settembre 1967; Olympic Studios, Londra
Produttore Rolling Stones - Fonico Glyn Johns
Le registrazioni di "Their Satanic Majesties Request" segnano un periodo di confusione e scarsa produttività. Si incrina definitivamente il rapporto con Andrew Loog Oldham, che molla tutto durante la lavorazione: il gruppo si ritrova senza produttore. Jagger riassume la situazione così: “Penso che ci stavamo semplicemente facendo troppi acidi. Durante tutte le registrazioni eravamo in acido. Eravamo in acido quando abbiamo fatto l’immagine di copertina. Era molto stupido ma ci siamo divertiti. E lo abbiamo fatto per fare arrabbiare Andrew, che era diventato un peso”. Oldham sostiene di avere deciso di mollare dopo una serata imprecisata agli studi Olympic, una delle molte in cui il gruppo non registra praticamente niente.
L’abbandono di Oldham significa che Allen Klein diventa il gestore unico delle questioni finanziarie e gli Stones si occupano in toto delle registrazioni. Senza un elemento esterno a imporre un minimo di disciplina, nessuno rispetta gli orari e le sedute diventano spesso occasione di baldoria con vari ospiti e visitatori. In questa atmosfera gli Stones incredibilmente riescono a completare un disco ideato da Jagger come concept album. Il titolo originario è "Her Satanic Majesty Requests And Requires", ispirato all’intestazione dei passaporti inglesi, ma la Decca non dà il via libera all’accostamento tra il demonio e la regina, quindi si arriva a una soluzione di compromesso.
Il pezzo di apertura dell’album è "Sing This All Together", che viene ripreso in chiusura del primo lato. Il testo è più o meno un pretesto per lanciare un classico sing-along. Anche in questo caso, come in "We love you", ci sono le voci di John Lennon e Paul McCartney a irrobustire le parti corali, ed è uno dei pochi dettagli certi della registrazione. Il piano molto probabilmente è suonato da Nicky Hopkins, ed è impossibile ricostruire l’autore del gran numero di percussioni presenti nel brano, che sicuramente non sono solo opera di Watts. Data la natura del pezzo, è probabile che abbiano contribuito un po’ tutti i presenti in studio: difficile stabilire quanti siano stati.
Ugualmente difficili da identificare sono gli strumenti a fiato utilizzati, presumibilmente da Jones. Di sicuro c’è un flauto, il resto è arduo da distinguere.
Questo testo è tratto, per gentile concessione dell'editore, da “Il libro nero dei Rolling Stones” di Paolo Giovanazzi, Giunti.
