Lucio Dalla, la storia di "Disperato erotico stomp"

L'album "Come è profondo il mare" compie 45 anni, lo rileggiamo canzone per canzone
Lucio Dalla, la storia di "Disperato erotico stomp"

"Come è profondo il mare" di Lucio Dalla è stato pubblicato 45 anni fa, nel novembre del 1977. Ripercorriamo l'album canzone per canzone, in ordine di tracklist.


Disperato erotico stomp
parole e musica di Lucio Dalla

«Lucio Dalla sembra la vecchietta che vende castagne all’angolo della strada, per fare troppo lo spiritoso, o per far vedere che soffre, condisce i suoi spaghetti canori e miliardari con i luoghi comuni della miseria e del sesso sottoproletario. Siamo arrivati al populismo della masturbazione bolognese. Che bisogno c’è di tanti “culi, fiche, peli o pippe” per mandare un messaggio?». Lo scrittore veneto Sergio Saviane manda il suo strale dalle colonne dell’«Espresso» dopo aver ascoltato lo sboccatissimo "Disperato erotico stomp", censurato dalle emittenti istituzionali e tormentone delle radio libere. Se Dalla si dichiara sempre «di sinistra», l’autobiografico reggae non va giù neppure agli intellettuali impegnati, diciamo pure snob, per l’apparente disinteresse sociale che sfocia addirittura nell’onanismo più becero – "Ho chiuso un poco gli occhi e dolcemente è partita la mia mano" – all’esatto opposto dei valori imperanti di condivisione e ideali comuni, non sta bene parlare di "una puttana ottimista e di sinistra".

Dalla, che non ha mai nascosto la sua pansessualità, ha il coraggio, la libertà e soprattutto l’ironia di raccontare le sue reali disavventure notturne: "Poi mi hai detto, poveretto, il tuo sesso dallo al gabinetto. Te ne sei andata via con la tua amica, quella alta, grande fica". Per scongiurare qualsiasi dubbio sull’autobiografico, Lucio tira in ballo ancora il suo amico d’infanzia, già evocato nel brano del 1968: "Berlino, ci son stato con Bonetti, era un po’ triste e molto grande. Però mi sono rotto, torno a casa e mi rimetterò in mutande".

Lo «stomp» del titolo si riferisce al robusto ritmo jazz inventato negli anni Venti del Novecento dal pianista Jelly Roll Morton
che porta al successo eterno standard quali "Doctor Jazz Stomp" o "Black Bottom Stomp", lo stomp del sedere nero.

Questo testo è tratto da "Tutto Dalla" di Federico Pistone, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s. 

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