Skiantos 1977: storia orale delle origini (4)
Oderso:
Sull’onda del ‘77 avevamo costituito con Carlo ‘Cialdo’ Capelli, Anna Persiani, Giovanni Natale, Leonardo Giuliano, Anna Piva, Domenico Salvarezza, Aldo Castelpietra, Gianni Gitti e Lella Leporati una cooperativa chiamata Harpo’s Bazaar, che girava attorno al piccolo studio che io e Carlo ‘Cialdo’ Capelli ci stavamo costruendo in via San Felice dopo aver frequentato insieme il Corso di Musica Elettronica del Conservatorio di Bologna con il maestro GianFelice Fugazza. Carlo suonava già con Lucio Dalla, e nel marasma del ‘77 è nata questa idea della cooperativa per provare a sottrarci dalla logica del lavoro garantito. Anche Gianni Celati, docente del DAMS, e lo stesso Freak, allora studente di Celati e parte di questo gruppo di amici, dovevano fare parte del progetto, ma poi entrambi, con motivazioni diverse, rinunciarono. Nella cooperativa c’era anche Gianni Gitti, a cui Freak era andato a proporre di registrare questa prima cosa degli Skiantos. Narra la leggenda che Gianni rinunciò a una registrazione con Vasco Rossi per fare quella con gli Skiantos… insomma, ci siamo trovati in mano questo nastro prodotto da uno dei nostri soci, ma senza sapere bene cosa farne!
Ovviamente l’idea di fare una etichetta e di occuparmi di produzione girava già nella mia testa, ma non potevamo stampare vinili perchè allora costavano troppo e non avevamo una distribuzione. Allora decidemmo di duplicare delle musicassette che avremmo potuto distribuire attraverso la rete delle radio private, la FRED, di cui si stava occupando Nino Iorfino e che in quel momento era il canale “alternativo” più interessante. "Inascoltable" era già pronto, bastava solo pubblicarlo...ma nessuno ne immaginava il potenziale. Tutto questo cortocircuito di contatti, informazioni, scambi con altre realtà, avveniva grazie a tanti
amici, tra cui Red Ronnie, che come giornalista è stato per noi molto importante, perché al tempo scriveva sul Carlino, ma anche su altre testate nazionali, e Franco Zanetti, che ci aiutava (di nascosto) nella promozione. Aiuto che non è mancato nemmeno in occasione del Bologna Rock, che fu l’evento che diede forza a tutta la Storia… comunque non divaghiamo: la prima cassetta è la prima cassetta! Ne abbiamo stampato 500 copie e poi a seguire i Windopen, i Luti Chroma, i Gaznevada, Sorella Maldestra, Naphta… era divertente pensare che ci fossero così tanti gruppi che proponevano generi così diversi tra loro.
Jimmy:
Dei primi veri componenti degli Skiantos faceva parte anche un tale Giacometti detto James Put che era un impiegato dell’INPS. Insomma, c’erano da tirare fuori diecimila lire a testa da dare all’Harpo’s Bazaar come contributo per pagare la pubblicazione della famosa cassetta di "Inascoltable", settantamila lire in tutto… succede che Giacometti ha messo la sua parte, ma quando ha avuto la cassetta in mano e si è reso conto del risultato ha rivoluto indietro la sua quota!
Freak:
In quel disco gli Skiantos hanno lasciato volutamente, volontariamente, degli sbagli: la batteria che va avanti …in uno stop, i cori che sono completamente stonati: ci piacciono gli errori, gli sbagli. Secondo gli Skiantos, secondo la filosofia e la poetica Skiantos, l’errore è più importante della normalità. Lo sbaglio, il diverso, nel linguaggio, è molto più significativo, è molto più evocativo, è molto più interessante della normalità del linguaggio grammaticalmente ineccepibile.
Sbarbo:
Io sostengo che si debba pronunciare com’è scritto, cioè “Inascoltable”, ma è stato Freak a trasformare la pronuncia e a inglesizzarla facendola diventare “Inascoltèibol”. Ma quando mai! Vabbè…
(4 - continua)
Tratto dal libro di Gianluca Morozzi e Lorenzo ‘Lerry’ Arabia, a cura di Oderso Rubini e Andrea Setti
(Ass. WeLoveFreak), "SKIANTOS - Una storia come questa non c’era mai stata prima, ... e non ci sarà mai più"
(Goodfellas, seconda edizione, riveduta e corretta, con all’interno un 45 giri con due brani dal vivo degli Skiantos, mai pubblicati prima).
