Skiantos 1977: storia orale delle origini (2)
Jimmy:
Ci hanno talvolta etichettati come gruppo punk, ma a noi il punk faceva letteralmente ridere! Era uno spunto per divertirci, su quello che ci sembrava un’assurdità. Siamo partiti dal contrario: per noi il punk
era una di quelle cose da prendere per il culo insieme ai cantautori, erano i due pilastri da demolire!
Dandy:
Noi il punk l’abbiamo sfiorato, toccato, più che altro concettualmente. Se tu pensi a una roba come il nostro primo 45 giri, "Karabigniere blues" da un lato e "Io sono un autonomo" dall’altro, musicalmente siamo molto Led Zeppelin, più hard rock che punk. Pezzi più punk sono "Permanent Flebo", "Eptadone", "Io me la meno", "Pestoduro"…
Sbarbo:
Poi c’era la poetica del linguaggio, certi temi come "Ti rullo di cartoni", "Sono rozzo, sono grezzo", hanno fatto sì che certi critici di allora ci abbiano dato l’etichetta di gruppo punk. Inconsapevolmente, ma oggi mi rendo conto che lo eravamo, perché facevamo rottura, non tanto musicalmente ma come linguaggio: dirompenti, frontali, senza mediazioni, facendo semplicemente una raccolta di quello che anche noi stessi sentivamo e usavamo per la strada, riversandolo poi nelle canzoni. Questa fusione ha prodotto il “virtuosismo” demenziale dei primi Skiantos.
Freak:
Gli Skiantos nascono a metà degli anni ’70, e provano nella cantina del sottoscritto, Roberto Antoni detto “Freak”, provano delle strane cover… le cover delle canzoni più famose, più importanti, dei gruppi inglesi, americani, che questi ragazzi, i ragazzi degli Skiantos, i componenti del gruppo, ascoltavano quotidianamente il pomeriggio dopo la scuola. Abbiamo passato interi pomeriggi, io e gli altri Skiantos, ad ascoltare i Led Zeppelin, ad ascoltare ovviamente i Beatles, i Rolling Stones, i Deep Purple, gli Who, i Kinks, e tutti i gruppi della scena musicale internazionale…
L’idea degli Skiantos era quella di fare il verso a questi gruppi, creando delle cover assurde, creando delle cover demenziali in qualche modo, cioè falsando completamente il senso ed il significato del testo inglese (che noi non capivamo e provavamo maldestramente a tradurre), ma la cosa che più ci divertiva era immaginare questi gruppi di idoli inarrivabili dire cose improbabili, tipo parlare di pastasciutta, parlare di fagioli, di pomodori, di makaroni, e di sciocchezze simili. Inoltre ci sembrava notevole l’operazione di sdrammatizzare in qualche modo questi idoli, tirandoli giù dal piedistallo, e quindi comporre queste canzoni sulla falsariga dei modelli che avevamo introiettato, ma trasformandole in cose molto più particolari, molto più divertenti."
Jimmy:
Vero, ma più che provare ascoltavamo per ore e ore i dischi che ci piacevano, ma di prove vere e proprie, con la band intendo, poca roba! Infatti, eravamo solo io, Freak, Come-Lini e Bubba Loris… c’era poi un altro futuro “settore” degli Skiantos, che provava in una vecchia casa ribattezzata Fossa Marcia, dove siamo stati a sentire uno dei primi chitarristi e il famigerato Ringo Starter, bassista, coi vicini disperati. Comunque non mi ricordo di grandi prove insieme anzi, la prima
prova credo che fu la registrazione di "Inascoltable", un delirio completo!
Dandy:
Ricordarmi la prima formazione diventa dura. Eravamo sette, otto, nove, prove mai. Perché Freak aveva questa fissa qua, di fare un gruppo che non era capace di suonare, quindi non facevamo mai prove, improvvisavamo tutto! In realtà noi suonavamo benissimo! Quando sono arrivati Leo Pestoduro e Frankie Grossolani che suonavano già da Dio, quest’idea dell’improvvisazione totale provocava degli scazzi violentissimi!
Sbarbo:
Quella notte abbiamo fatto un casino di telefonate, poi ci siamo ritrovati ad avere disponibili un batterista, tre chitarristi, quattro bassisti, il solito casino, insomma. C’era Andy Bellombrosa ma non ha suonato, era lì a guardare, per cercare di capire cosa cazzo era questa proposta… io ho fatto i cori insieme a Jimmy, che con Freak aveva chiamato i loro amici Come-Lini, Bubba Loris e il famoso bassista, quello dell’assolo, Ringo Starter. Erano loro cinque soprattutto, amici fin dall’infanzia, ad
avere fantasticato di una band che facesse fallire tutte le case discografiche che l’avessero prodotta…
Andy:
Mi ha chiamato Sbarbo, invitandomi alla famosa sessione in cui è stato registrato "Inascoltable".
Non conoscevo ancora né Dandy né Freak, nessuno, e me ne sono stato lì ad ascoltare quella che secondo me era una follia totale, perché all’epoca avevo l’ambizione di suonare “sul serio”, quindi mi ha fatto un po’ specie! Nonostante tutto però, subito dopo ho iniziato a suonare con loro.
(2 - continua)
Tratto dal libro di Gianluca Morozzi e Lorenzo ‘Lerry’ Arabia, a cura di Oderso Rubini e Andrea Setti
(Ass. WeLoveFreak), "SKIANTOS - Una storia come questa non c’era mai stata prima, ... e non ci sarà mai più"
(Goodfellas, seconda edizione, riveduta e corretta, con all’interno un 45 giri con due brani dal vivo degli Skiantos, mai pubblicati prima).
