Deriansky sta facendo quello che ha smesso di fare Salmo
Ci sono artisti che inseguono le mode e il successo, che cercano suoni ammiccanti e accessibili, che a tavolino decidono di fare un pezzo per finire in quella determinata playlist. Poi c’è chi se ne fotte letteralmente di ogni strategia e sputa fuori musica spigolosa, conturbante e potente. In “qonati”, il giovane artista Deriansky, vomita rime e parole in modo naturale come se fossero sangue che esce da una ferita. Un disco che nasce da un confronto diretto tra il rapper, su cui ha messo mani e occhi Asian Fake, e il mondo esterno. Il suo mix violento di hardcore, dubstep e hip hop ricorda il Salmo degli inizi, quello che ha infiammato il cuore di un’intera generazione e ha contribuito a innalzare un modello crossover italiano, fra rap, punk e rock, rimasto ancora oggi centrale per l’evoluzione di un certo genere.
Dal rapper sardo (i due si seguono a vicenda sui social) non recupera solo una certa attitudine e un particolare gusto per il suono, ma anche la volontà di produrre le basi autonomamente: tutte le tracce del disco, tranne “basilico” (feat con Altea & Michael Mills e produzione curata anche di Goedi), sono frutto del suo lavoro sulle composizion. Il disco “qonati” è suddiviso in varie fasi, scandite da intermezzi strumentali, che segnano una graduale presa di coscienza dell’artista: lo scontro con quello che lo circonda lo porta presto a chiedersi quanto la sua percezione delle cose e delle persone influenzi il rapporto stesso che ha con loro. A strofe dritte e senza filtri si susseguono pezzi ambientali e cupi, ma non mancano anche sfumature più lente e melodiche. “Il concept è nato prima dell’album, mentre ci lavoravo sentivo che ‘qonati’ era il nome giusto, ma non avevo idea di cosa mi aspettasse - racconta Deriansky - È sicuramente un disco che vuole toccare più tasti, sia musicali che umani, ma è anche un progetto strettamente personale. Al suo interno è presente gran parte di ciò che ho vissuto negli ultimi due anni: momenti belli, momenti brutti e momenti che semplicemente fanno parte della mia quotidianità”.
Dietro Deriansky c’è Dario Donatelli. Cresciuto a Parma, muove i suoi primi passi nel mondo del rap all’età di 14 anni. Si avvicina al mondo della produzione da autodidatta, appassionandosi alle sonorità della dubstep fino a sviluppare un proprio personalissimo linguaggio. Negli ultimi anni l’artista ha frequentato la scena underground parmense e milanese, prendendo parte a battle di freestyle, percorso che Deriansky ha percepito come importante per la propria formazione artistica e umana. Il brano “Team Crociati”, pubblicato a giugno 2020 all’interno dell’album collettivo “Hanami”, segna l’ingresso di Deriansky nel roster di Asian Fake. Segue l’album “Qholla”, uscito nel novembre 2020, composto da dodici tracce interamente scritte e prodotte da lui. Le liriche crude dei testi e le produzioni sono dense di sonorità metalliche. In una visione più ampia del progetto, fondamentale è stato l’incontro con Nic Paranoia (promessa del visual design) e Giorgio Cassano (regista e videomaker) che collaborano attivamente al progetto, curandone la veste grafica ed estetica e dando vita a un immaginario che traduce perfettamente le suggestioni musicali dell’artista.