Covers story: “Video killed the radio star” dei Buggles

La storia di una canzone e delle sue versioni
Covers story: “Video killed the radio star” dei Buggles

VIDEO KILLED THE RADIO STAR
Buggles (1979)
Originale: Bruce Wooley And The Camera Club (1978)

Se dovessimo considerare una sola canzone come responsabile apripista dell’epopea post-punk (electropop, post-disco, new wave, synth-pop eccetera) che ha agitato la scena musicale degli anni ’80, questa sarebbe "Video Killed The Radio Star", uscita su 45 giri proprio sul finire del decennio precedente, il 7 settembre del 1979.
Ad inciderla fu il gruppo dei Buggles, un duo formato da Trevor Horn e Geoffrey Downes, fino ad allora completamente sconosciuto al grande pubblico che, da quel momento, diventò un’autentica icona della musica pop.
Quello che molti forse non sanno è che la canzone in realtà era una cover. Qualche mese prima che i Buggles ne facessero un numero 1 in tutto il mondo, il pezzo era stato incluso nell’album "English Garden" della band Bruce Wooley And The Camera Club nella quale militava anche un giovane Thomas Dolby.

Wooley è uno dei tre autori della canzone (assieme ai due Buggles) ma forse non aveva chiaro il suo potenziale, del quale si rese conto qualche mese più tardi quando uscì il brano nel nuovo arrangiamento dei co-autori. I numeri bastano da soli a raccontare il successo del singolo: primo posto nelle classifiche di Italia, Francia, Regno Unito, Austria e Svizzera; secondo posto in Germania e Nuova Zelanda e in Top 10 in molti altri paesi del mondo.

La canzone anticipa di qualche mese le tematiche filotecnologiche che avrebbero invaso la musica pop inglese dei primi anni '80 e mette in luce gli effetti che avrebbe avuto sull’intero mercato musicale.
Il tema rimarca una sorta di ironica/iconica preoccupazione circa gli atteggiamenti contrastanti nei confronti delle invenzioni del XX secolo e delle sue “macchine” applicate alle arti multimediali e generò immediatamente un’accoglienza eccezionale: piacque al pubblico per la sua contagiosa orecchiabilità e piacque alla critica che notò l’innovazione tecnologica abbinata a
una buona partitura.
Musicalmente, il brano si sviluppa su un tintinnio elettronico in chiave di Mi bemolle maggiore, su un ritmo di 132 bpm che aiutò molto la sua programmazione nelle sale da ballo.
Anche se la canzone include diverse caratteristiche tipiche della musica pop, nella struttura sono utilizzati ben sei diversi accordi che configurano "Video Killed The Radio Star" come una composizione tutt’altro che “semplice”. Il brano è denso di accordi di nona e di tonalità che virano velocemente tra minore e maggiore conferendo ad esso un sapore decisamente innovativo.

Dal giorno della sua pubblicazione ad oggi sono state realizzate all’incirca 20 cover ufficiali, di cui le più famose sono quelle di The Presidents of The United States of America, Erasure e Ben Folds.

 


Altro primato è quello che la vede come il primo video trasmesso da MTV nel giorno dell’apertura delle trasmissioni in USA, a mezzogiorno del 1° agosto 1981. Il celebre canale scelse di mandare il video anche il 27 febbraio del 2000, per festeggiare il primo milione di clip trasmessi. Anche il canale satellitare MTV Classic, in tutto il mondo, optò per aprire le trasmissioni con il
video dei Buggles, il 1° marzo del 2010, per una forma di scaramanzia. Per contro, MTV Philippines volle trasmettere "Video Killed The Radio Star" come ultimo video, prima di chiudere l’attività nel 2010.

Uno dei fondatori di MTV, Bob Pittman, non nega di essere particolarmente legato al pezzo e lo definisce spesso la dichiarazione di intenti per la sua attività: “Nel 1980 non avevamo idea che la musica da vedere potesse ambire al ruolo di principale competitor della radio ma l’arrivo di quella canzone ci convinse a buttarci in un’avventura che s’è rivelata più che vincente“.

Nel corso del 1980, i Buggles pubblicarono il primo album, "The Age of Plastic", in cui venne inserita anche la canzone che li aveva fatti conoscere in tutto il mondo e dal quale vennero estratti altri tre singoli, tutti nel 1980. Ma né "Living in The Plastic Age", né "Clean Clean" e neppure "Elstree" riuscirono a raggiungere gli stessi risultati del primo singolo.

Nel 1981 entrambi i Buggles entrarono a far parte della formazione degli Yes, in sostituzione dei transfughi Jon Anderson (voce) e Rick Wakeman (tastiere) e con loro realizzeranno l’album "Drama".
Solo pochi mesi più tardi però decisero di abbandonare la band, e Trevor Horn inaugurò una proficua attività di produttore, realizzando lavori in studio con ABC, Art of Noise, Frankie Goes to Hollywood, Grace Jones e, tra moltissimi altri, anche gli stessi Yes contribuendo al loro rilancio in grande stile con l’album 90125 e il singolo "Owner of a Lonely Heart".

Questo testo è tratto, per gentile concessione di Crac Edizioni, dal libro “Cover and over again”, di Joyello Triolo.

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