Covers story: “Hush” dei Deep Purple

La storia di una canzone e delle sue versioni
Covers story: “Hush” dei Deep Purple

HUSH
Deep Purple (1968)
Originale: Billy Joe Royal (1967)

L’esordio discografico a 45 giri dei Deep Purple, al netto di un prevedibile flop nel mercato discografico britannico, riuscì ad arrivare nelle alte posizioni delle classifiche di oltre oceano (#4 della Billboard Hot 100 e #2 nella Canadian Hot 100) garantendo loro un successo internazionale che li ha resi uno dei fenomeni hard rock più longevi della storia. Allo stesso tempo costò caro a Billy Joe Royal che incise per primo "Hush" e che si vide rubare senza mezzi termini la scena dai Deep
Purple in pochi mesi.

La canzone, scritta da Joe South proprio per Royal, ebbe nella sua prima versione un successo discreto (#52 della Billboard Hot 100) ma totalmente imparagonabile al botto commerciale fatto dalla band inglese pochi mesi più tardi. Billy Joe Royal dovette accontentarsi di un risarcimento “di consolazione” grazie ai sostenitori del complesso di Ritchie Blackmore che, incuriositi di ascoltare la versione originale del brano, comprarono anche qualche copia del suo disco.

Disco che si distingueva per un arrangiamento incline al verbo del rhythm & blues, molto curato e interessante ma diametralmente opposto da quello rock dei Purple, contrappuntato dall’organo indiavolato di Jon Lord.
Col senno di poi, in un periodo storico in cui il gusto dei ragazzi stava andando verso un suono più elettrico e meno patinato, è facile immaginare con quanta facilità la versione dei Deep Purple abbia conquistato il gradimento maggiore.

L’autore del brano, Joe South, si decise a incidere a sua volta una sua personale versione mentre i Deep Purple scalavano la classifica ma, sia pure con un discreto riscontro, nemmeno lui riuscì a eguagliare i fasti degli inglesi.

I Deep Purple sono talmente riconoscenti al brano da averlo reinciso nel 1988, nell’anno del suo ventesimo anniversario, con la voce di Ian Gillan al posto di quella originale di Rod Evans che lasciò la band proprio in favore di Gillan nel 1969.

Nel 1997 il brano ritornò prepotentemente in classifica grazie alla nuova cover dei Kula Shaker che in buona sostanza rimaneggiarono l’arrangiamento dei Deep Purple alzando leggermente i bpm e il livello dei distorsori al servizio del loro più grosso successo commerciale.

Questo testo è tratto, per gentile concessione di Crac Edizioni, dal libro “Cover and over again”, di Joyello Triolo.

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