Rolling Stones, la storia di "Stop breaking down"
Stop Breaking Down - 4:34
Stop Breaking Down (Robert Johnson)
Jagger: voce, chitarra, armonica • Taylor: chitarra slide • Wyman: basso • Watts: batteria ••• Ian Stewart: piano
Registrazione giugno, ottobre 1970; giugno-ottobre, 30 novembre-dicembre 1971; gennaio-marzo 1972; Olympic Sound Studios, Londra; Nellcôte, Villefranche-sur-Mer, Francia; Sunset Sound Studios, Los Angeles
Produttore Jimmy Miller
Fonici Glyn Johns, Andy Johns, Joe Zagarino
Incisa dall’autore Robert Johnson nel 1937 con il titolo "Stop Breakin’ Down Blues" in due diverse versioni, questa canzone viene registrata dagli Stones per iniziativa di Jagger. Richards è assente, quindi il cantante si occupa anche della parte di chitarra ritmica: “Ecco perché è un po’ più ‘variabile’”, ha osservato Andy Johns in proposito. Il pezzo è stato registrato agli studi Olympic nel 1970 e successivamente rimaneggiato per essere inserito nella scaletta di "Exile". Non è chiaro quali modifiche alla base del 1970 siano state apportate durante il periodo di permanenza a Nellcôte e quali a Los Angeles durante la fase di postproduzione. Andy Johns ricorda di avere insistito per recuperare il pezzo: “'Stop Breaking Down' è probabilmente il mio pezzo preferito. Mi ricordo di aver spinto Mick a suonare l’armonica sul brano. Non sembrava finita, mio fratello Glyn l’aveva registrata in precedenza. Io ho detto: ‘Dobbiamo usarla’, perché le parti di Mick Taylor sono bellissime”.
Gli Stones rileggono il brano con uno stile più vicino al R&B che all’originale di Johnson, fedeli all’idea che rifare canzoni di questo genere ha senso solo quando è possibile dare un’interpretazione personale. Nei crediti dell’album il pezzo viene
indicato come un arrangiamento di Jagger e Richards di un brano tradizionale. La questione diventerà anni dopo materia per una causa legale. Sia nel caso di "Love In Vain", sia in quello di "Stop Breakin’ Down", lo staff degli Stones ha ritenuto
che i diritti sui brani fossero ormai scaduti. Nel 1995 la società Delta Haze, incaricata nel 1990 dell’amministrazione dei diritti del repertorio di Johnson, ha intrapreso un’azione legale nei confronti della ABKCO, detentrice dei diritti editoriali
degli Stones, sostenendo che i due brani di Johnson incisi dagli Stones non erano di pubblico dominio e quindi la Delta Haze aveva diritto a percepire i relativi diritti. La causa si è trascinata fino al 2000, quando la Ninth Circuit Court of Appeals
ha accolto la richiesta della Delta Haze.
Tratto, per gentile concessione dell'editore, da “Il libro nero dei Rolling Stones”, di Paolo Giovanazzi, Giunti.
