Rolling Stones, la storia di "Turd on the run"
Turd on the Run - 2:37
Turd On The Run (Jagger-Richards)
Jagger: voce, cori, armonica • Richards: chitarre, cori • Watts: batteria ••• Nicky Hopkins: piano • Bobby Keys: maracas (?) • Bill Plummer: contrabbasso
Registrazione giugno-ottobre, 30 novembre-dicembre 1971; gennaio-marzo 1972; Nellcôte, Villefranche-sur-Mer, Francia; Sunset Sound Studios, Los Angeles
Produttore Jimmy Miller
Fonici Glyn Johns, Andy Johns, Joe Zagarino
Non si conoscono molti dettagli a proposito della registrazione di "Turd On The Run", un pezzo in stile rockabilly probabilmente nato durante un’improvvisazione nello scantinato di Nellcôte. Come accade in altri brani di "Exile", il contrabbasso di Bill Plummer è stato sovrainciso successivamente a Los Angeles.
Il testo si riferisce a una relazione finita male, e non ha caratteristiche che lo elevino sopra la media della produzione del gruppo, se non il sospetto che possa essere una frecciata di Richards nei confronti di Jagger: infatti il periodo di registrazioni a Nellcôte causò non pochi attriti fra i due. Jagger era innervosito dagli orari imprevedibili di Richards e dalle molte ore sprecate in attesa che il chitarrista decidesse di farsi vivo e mettersi al lavoro. Da parte sua, Richards si irritava quando c’era del materiale da finire e Jagger partiva per raggiungere a Parigi la sua compagna Bianca, incinta.
Jimmy Miller: “Mi è successo spesso di andare da Keith a pranzo, dopo un’ottima nottata di registrazione, e di capire subito, vedendolo, che c’era qualcosa che non andava. Mi diceva: ‘Mick ha di nuovo portato il culo a Parigi’. C’era risentimento nella sua voce, perché pensava che stavamo realizzando qualcosa di buono, e che la magia avrebbe potuto non esserci più una volta che Mick fosse tornato”. Di qui l’ipotesi che lo “stronzo in fuga” del titolo possa essere Jagger dal punto di vista di Richards. Non c’è comunque alcuna conferma da parte dei diretti interessati.
Tratto, per gentile concessione dell'editore, da “Il libro nero dei Rolling Stones”, di Paolo Giovanazzi, Giunti.
