Canzoni italiane: “Sold Out” di Thegiornalisti

Ventuno canzoni italiane pubblicate nell’ultimo ventennio, raccontate da Vincenzo Rossini.
Canzoni italiane: “Sold Out” di Thegiornalisti

“Sold Out” di Thegiornalisti

da COMPLETAMENTE SOLD OUT, Carosello, 2016

 

Concepita per culminare in un coro da palazzetto, tant’è è che dichiara la funzione direttamente nel testo (“ti lascio il mio inno”), “Sold Out” è Tommaso Paradiso che decide di non tener più sotto freno la sua indole iper-romantica, ma anzi la cavalca di petto. In questa sorta di sequenza testamentaria, paradossale ma non abbastanza ironica da non voler essere presa sul serio, Paradiso ripercorre la narrazione del suo personaggio in ascesa: sintesi tra un eroe sentimentale fiero di esporre le proprie fragilità e un cazzaro orgoglioso che finge di mostrarsi noncurante di codici e limiti, ma lo fa in modo così imbranato e palese che si rende tenero e goffo. In “Sold Out”, come in una visione a occhi aperti, Paradiso immagina una sua morte scenografica e quanto mai discutibile, “brillo” e “sfrecciando a duemila sotto un lampione”; al suo funerale, talmente partecipato da fare ‘sold out’ (!), viene trasmessa a ripetizione proprio questa canzone, che si invola come un inno a consolare l’amata ormai sola, verosimilmente a pezzi (“Con gli occhi lucidi”), pronta a sfogare anche lei la disperazione in una corsa notturna in macchina. Questo filo ultra-materiale persiste anche nell’aldilà: “Sold Out” risuona anche nel paradiso fin sulla Terra, ad accompagnare le notti insonni di lei, che a questo punto è pronta a riconciliarsi con la sua memoria, e a mandargli, nell’eterno, un segnale di speranza e conforto (“E mi avrai perdonato / e mi avrai consolato”).

 

A parafrasarla, la storia è un mix di mania, ossessione di protagonismo, autocelebrazione; un premiare l’idea che con la propria presenza si doni un’emozione gradita all’altra metà avendo seminato dolore con la propria assenza, peraltro consapevolmente (“Come un coglione”). Eppure nella semantica del Paradiso, il gesto perde ogni connotazione di egoistico pressappochismo e diventa eroico atto sentimentale, segno amoroso sublimato attraverso l’arte musicale che è in grado di unire Terra e cielo, carne e anima. “Sold Out” diventa l’inno sentimentale per eccellenza, nato per consolare l’afflizione congenita dei cuori spezzati; la megalomania patologica della ricerca di un ‘funerale sold out’ si tramuta in una visione corale cinematografica, con una chiesa piena di gente in cui risuona la canzone “in un silenzio profondo”, e lui divenuto presenza immateriale che volge lo sguardo verso lei ormai “senza una meta”. Il talismano per il domani è la stessa canzone, il messaggio finale da conservare per sempre “tra le tue dita di seta”.

 

Se si riesce a non considerare tutto ciò come la definitiva immersione nel saccarosio di Thegiornalisti, si può parlare di “Sold Out” come la ballata definitiva alla Paradiso, un paradigma ipertradizionalista e insieme adatto alla raffigurazione di un certo romanticismo contemporaneo (maschio-centrico) che vanterà tante imitazioni. È anche la fotografia di come negli anni Dieci la misura della canzone popolare italiana si misuri ancora nella sua capacità di portare la personalità dentro l’abilità melodica, il carattere dentro l’invenzione musicale. Inventiva “Sold Out” non lo è nemmeno troppo, con quegli armonici chiaramente derivativi del Vasco Rossi di “Ogni volta” o “Canzone”;  ma appunto, come Vasco trasudava da ogni nota di quelle ballate struggenti, anche qui l’essenza di Paradiso è così tangibile che la canzone riesce a farsi manifesto della sua poetica, cementando ciò che tante paludate popstar non riescono più a consolidare: un’identità.

(di Tommaso Paradiso / © Carosello/Foolica/Universal)

 

 

La scheda è tratta, per gentile concessione dell’autore e dell’editore, da “Unadimille – 1000 canzoni italiane dal 2000, raccontate”, edito da Arcana, al quale rimandiamo per le altre 980 schede.

(C) Lit edizioni di Pietro D'Amore s.a.s.

 

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