Joni Mitchell accusata di razzismo
A pochi giorni dalla sua decisione di ritirare la sua musica da Spotify a supporto della presa di posizione di Neil Young contro le esternazioni del podcaster complottista Joe Rogan sulla piattaforma, si torna a parlare di Joni Mitchell.
La BBC ha pubblicato un articolo "When Joni Mitchell wore blackface for Halloween", rispolverando alcune foto di un party degli anni '70 con la cantante vestita e truccata da uomo afroamericano: la blackface è considerata negli Stati Uniti un comportamento tipico del razzismo sistemico.
Secondo quanto ricostruito dalla BBC, la Mitchell si creò un alterego afroamericano denominato Art Nouveau, che apparve anche sulla copertina dell'album "Don Juan's Reckless Daughter" del 1977 e reinterpretato spesso in quel periodo: "Fino ad oggi, molti possessori di quell'album non hanno idea che il dandy nero impettito su quella copertina sia la stessa Joni". scrive la BBC.

"Stavo camminando lungo l'Hollywood Boulevard quando un ragazzo di colore mi è passato accanto con un passo da diddy-bop e mi disse in modo meraviglioso, ''Lookin' good, sister, lookin' gooood'. Il suo spirito era contagioso e ho pensato, farò come lui. Ho comprato il trucco, la parrucca... un cappello squallido e un vestito squallido e quella sera sono andata a una festa di Halloween e nessuno sapeva che fossi io", raccontò la Mitchell a Q nel 1988.
La BBC ha sentito il fotografo Henry Diltz, che fotografò la Mitchell a quel party, organizzato dal bassista Leland Sklar: "Si vestì così per vedere se poteva ingannare i suoi amici e il suo ragazzo. Tutti in quella stanza erano suoi amici e nessuno di noi l'aveva capito. Era orgogliosa di potercela fare. Intepretò quel personaggio per la maggior parte della serata", racconta Sklar. "È un'artista straordinariamente dotata che ha creato questo personaggio. Ne abbiamo riso nel corso degli anni".