Monkees, "I'm a believer" prima in classifica 55 anni fa
Il primo numero uno dei Monkees nella classifica dei dischi più venduti negli Stati Uniti era arrivato nel novembre del 1966, e si intitolava "Last train to Clarksville". I Monkees erano una band inventata quello stesso anno a beneficio di una trasmissione televisiva, per interpretare la quale - una situation comedy che aveva come protagonista un complesso che sognava di diventare famoso come i Beatles - erano stati reclutati quattro attori/musicisti sconosciuti (Micky Dolenz, Michael Nesmith e Peter Tork, tutti americani, e l'inglese Davy Jones).
Ecco la sigla iniziale con il tema principale della colonna sonora del serial:
Inevitabilmente ai Monkees fu accreditato un album, in realtà scritto e suonato da altri (fra cui Glen Campbell, Leon Russell e Hal Blaine), altrettanto inevitabilmente intitolato "The Monkees". Il primo singolo tratto dall'album, appunto "Last train to Clarksville", andò al numero uno otto settimane dopo la trasmissione della prima puntata della serie; la canzone era stata scritta da Tommy Boyce e Bobby Hart, che facevano parte del gruppo di autori mobilitato dalla rete televisiva NBC insieme a Gerry Goffin, Carole King, Neil Diamond, Neil Sedaka, Barry Mann e Cynthia Weill.
"Last train to Clarksville" ebbe anche una versione italiana curata da Luigi Menegazzi e Miki Del Prete, incisa dai Camaleonti con il titolo "La libertà".
Il successo del 45 giri spinse l'etichetta discografica a pubblicarne immediatamente un secondo (il primo era rimasto in testa alla classifica per una sola settimana). L'editore Don Kirschner chiamò il suo amico Jeff Barry in cerca di una canzone adatta; Barry stava lavorando all'epoca con Neil Diamond, e pensò che una canzone di quest'ultimo fosse adatta allo scopo.
E così il secondo 45 giri, "I'm a believer", scritto appunto da Neil Diamond, non solo eguagliò ma anzi superò i risultati del primo. Le copie prenotate furono 1.051.280, il disco entrò in classifica il 10 dicembre al numero 44, e tre settimane dopo salì al numero uno, dove rimase per sette settimane. 55 anni fa, appunto, era ancora in vetta.
L'uscita di "I'm a believer" coincise con l'inizio delle trasmissioni del serial TV anche in Gran Bretagna, dove "Last train to Clarksville" non aveva fatto il solletico alle charts; ci entrerà dopo che "I'm a believer" andò al numero uno anche in Gran Bretagna.
La canzone andò in classifica anche in Olanda, Germania, Belgio e Francia (grazie anche alla versione di Erick Saint-Laurent, "J'Ai Cru À Mon Rêve".
In Italia, una prima versione dei Chiodi con testo di Daniele Pace, "Accendi una stella", non ebbe risultati significativi; sarà invece la versione di Caterina Caselli, con testo italiano riscritto da Daniele Pace, Ettore Carrera e Mogol, a conquistare le classifiche italiane col titolo di "Sono bugiarda".
"I'm a believer" conta quasi duecento cover, fra cui quelle del 1979 di Bram Tchaikovsky (già nei Motors)
quella del 2001 degli Smash Mouth
e quella dei Vanilla Fudge nel 2015
mentre "Sono bugiarda" è stata ripresa da Ivan Cattaneo nel suo album del 1983 "Bandiera gialla"