Sanremo 2022: “Poco ricco” di Checco Zalone prende in giro la trap
Capellino nero. Voce con l’autotune e un fiume di luoghi comuni ribaltati, estremizzati, resi parodia. Protagonista della seconda serata del Festival di Sanremo Checco Zalone, che ha affiancato Amadeus in tre momenti diversi, ha sfornato un brano che ha strappato diversi sorrisi e soprattutto ha ironizzato su un genere, la trap, che su alcuni temi non ama per nulla prendersi poco sul serio o scherzare. E proprio per questo Zalone ha fatto centro.
Nel secondo degli sketch, infatti, il cantante e comico si è trasformato nel rapper Ragadi per intonare il brano “Poco ricco” in cui si lamenta del suo status "da povero?", "no, da poco ricco". Zalone ribalta le classiche barre dei rapper, che solitamente raccontano le proprie origini umili, la strada verso il successo e il disagio, partendo da un punto di vista diverso, di un privilegiato e adagiato a cui i soldi in realtà non mancano e soprattutto non bastano. Il brano assume subito i contorni di una parodia in cui prendono forma tutti i luoghi comuni del genere.
Fra questi ovviamente c’è il rapporto con la madre, che nella narrazione rap delle nuove generazioni è sempre una sorta di angelo custode che ha creduto nell’arte del figlio e che spaccandosi la schiena fra mille lavori, lo ha supportato. Zalone, o meglio Ragadi, stravolge anche questo must: “Per rispetto di mia madre. Devastata dopo yoga alla mattina, dentro casa una sola filippina”. E poi ci sono i cliché di linguaggio: “Il cash non mi ha cambiato”. Per chiudere il cerchio sarebbe divertente vedere qualcuno della scena hip hop nostrana condividere il brano: l’autoironia fa bene all’anima.
Ecco il testo di “Poco ricco”:
Che ne sai di me?
Della mia Playstation 2 quando già c'era la 3?
Che ne sai di me?
Delle gioie mie represse del mio iPhone 5 senza la s
Quando cammini per strada
Vedi l'insegna di Prada
Ma senti una voce amara
Che ti dice Zara
Quando nell'autosalone
Scusi un'informazione?
Quel Porsche nero c'è anche a chilometro zero?
Quando ti senti prigioniero nel tuo quartiere galera
Perché vivi a tre chilometri da Brera
E lì la sera
Guardavo la ringhiera
Stavolta m'impicco
Ahhh..
(Senti dolore?) No...
Sento ancora il dolore di quando ero
Poco ricco
Sai ci penso quando attracco con il mio caicco
Mamma mia com'ero poco ricco
Quando scendo do la mancia allo sceicco
Minchia zio com'ero poco ricco
Quando compro i croccanti del mio cane bracco
(Da chi li hai comprati?)
Da Cracco
Uno glielo scrocco
Per rispetto di mia madre
Devastata dopo yoga alla mattina
Dentro casa una sola filippina
Dolce botulina
Adesso ne hai 44 in fila
Col resto di due e il permesso a Manila
E ricordo mio padre con le puttane in viale Monza
Quelle a 20 euro, basse, con la panza
Adesso ho un padre eccezionale
Va a puttane dentro il Bosco Verticale
E lì ci ho preso un trilocale
Ci vado a meditare
E dal terrazzo dietro corso Como guardo il Duomo
Lo compro io
Si può sfrattare Dio?
E lì il morale cade a picco
Ahhh..
(Dolore?) No, no, no, no, no
Il cash non mi ha cambiato
Sono ancora
Poco ricco
Poco ricco
Poco ricco
E c'ho le ragadi
È dedicata a voi
A tutti i poco ricchi del mondo
Alle aliquote al 20
Ai bonus facciata lassù
A quelli che con una macchina indietro pago la maxi rata
Ai conduttori di programmi serali che fanno le televendite
Buon Pnrr a tutti, ciao
Ragadiii