Morrissey chiede a Johnny Marr di non nominarlo più nelle interviste

"Smettila di usare il mio nome per fare clickbait”, scrive il già frontman degli Smiths in una lunga lettera indirizzata al suo ex compagno di band
Morrissey chiede a Johnny Marr di non nominarlo più nelle interviste
Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol

Con un lungo messaggio pubblicato sul proprio sito web ufficiale, Morrissey Central, il già frontman degli Smiths ha invitato Johnny Marr a non nominarlo più nelle interviste, accusando il suo ex compagno di band di “usare” il suo nome “per fare clickbait” e chiedendogli di smetterla.

Impegnato nella promozione del suo quarto disco solista, "Fever dreams pts 1-4”, in uscita il prossimo 25 febbraio, in questo periodo l’ex chitarrista del gruppo di “How soon is now” sta infatti rilasciando una serie di interviste, non mancando di rispondere a domanda sulla storica formazione britannica e sulla sua relazione con Morrissey. Nel corso di una chiacchierata con il magazine “Uncut”, per esempio, Marr ha - tra le altre cose - parlato del suo rapporto con il già cantante degli Smiths, spiegando di non essere molto legati per quanto sono “diversi”.

Stanco di vedere il proprio nome citato spesso da Johnny Marr, Morrissey lo ha quindi intimato di smetterla con una lunga lettera pubblica a lui indirizzata in cui si legge:

“Questa non è una sfuriata o un discorso isterico. È una richiesta cortese e misurata: potresti, per cortesia, smetterla di fare il mio nome nelle tue interviste?

Per favore, potresti invece discutere della tua carriera, dei tuoi inarrestabili successi da solista e della tua musica?

Se puoi, per favore, mi lasceresti fuori da tutto questo?

Il fatto è: tu non mi conosci. Non sai niente della mia vita, delle mie intenzioni, dei miei pensieri o dei miei sentimenti. Eppure parli come se fossi il mio psichiatra personale, come se avessi costante accesso al mio istinto. Sono 35 anni che non ci conosciamo - ovvero molte vite fa. Quando ci siamo incontrati, io e te, non avevamo successo. Ci siamo aiutati a vicenda per diventare ciò che siamo oggi. Non puoi semplicemente lasciare perdere? Perché invece insisti, anno dopo anno, decennio dopo decennio, a incolparmi di tutto... dallo tsunami delle Isole Salomone del 2007 alla bava sul mento di tua nonna?”.

Ricordando di essere stato compagno di Johnny Marr negli Smiths per sei anni, durante i quali hanno dato alle stampe insieme quattro album - "The Smiths" (1984), "Meat is murder" (1985), “The queen is dead" (1986) e "Strangeways, here we come” (1987) - il 62enne cantautore britannico ha aggiunto:

“Mi hai trovato abbastanza d’ispirazione da fare musica con me per sei anni. Se, come dici tu, io ero un tale mostro orribile, cosa ti avrebbe fatto questo? Ti ha rapito? Incatenato? Sei stato sequestrato da alieni strabici? Sei stato tu a suonare la chitarra in ‘Golden lights’, non io.

Certo, sappiamo entrambi che la stampa britannica pubblicherà sempre tutto ciò che dici su di me, finché saranno cose crudeli e brutali. Lo hai già fatto. E vai avanti. È come se non riuscissi nemmeno a scavallare le tue stesse gambe senza menzionarmi. Il nostro periodo insieme è stato molte vite fa e da allora ne è passato di sangue sotto i ponti. Arriva il momento in cui devi assumerti la responsabilità delle tue azioni e della tua carriera, che ti auguro di goderti in buona salute. Smettila, però, di usare il mio nome per fare clickbait”.

In conclusione, Steven Patrick Morrissey ha successivamente scritto: “Non ho mai attaccato il tuo lavoro da solista o la tua vita, e ho pubblicamente applaudito il tuo genio durante i giorni di ‘Louder than bombs’ e 'Strangeways, here we come’, eppure, puntuale come una rata da pagare, sei sempre stato pronto ogni qualvolta la stampa richiedeva un punto di vista malevolo sulle mezze parole che ho detto dall’ultima era glaciale, da quando il fiume Colorado iniziava a modellare il Grand Canyon. Per favore, smettila. Siamo nel 2022, non nel 1982”.

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