Gian Pieretti e il "Nobel" di Bob Dylan

La (tardiva) scoperta del disco interessante di un artista sottovalutato
Gian Pieretti e il "Nobel" di Bob Dylan

Il collega e amico Vito Vita - che ringrazio, anche per il materiale che mi ha fornito per scrivere questo articolo - mi ha segnalato tempo fa l'esistenza di un album del quale non ero a conoscenza. Si intitola "Nobel", ed è stato pubblicato nel 2019 da Gian Pieretti (invito chi non lo conosca o non si ricordi di lui a leggere, nella seconda parte di questo articolo, una breve storia della sua lunga e non sempre fortunata carriera di musicista).
"Nobel" è il più recente album di Gian Pieretti, realizzato in collaborazione con Marco Bonino, che ha contribuito alla scelta delle canzoni di Dylan da reinterpretare in italiano.

Qui di seguito la scaletta del disco e i musicisti che vi hanno suonato :.


1) Bussando alla porta di Dio (Knockin' on heaven's door)
2) I tempi stanno cambiando (The times they are a changin')
3) Come una donna (Just like a woman)
4) Lo sai anche tu (If not for you)
5) La risposta (Blowin' in the wind)
6) Lo sai anche tu (It ain't me, baby)
7) Come si sta (Like a rolling stone)
8) Mr. tamburino (Mr. tambourine man)
9) Ricorda (My back pages)
10) La nave magica (Make you feel my love)
11) Deportee
12) Una forte pioggia cadrà (A hard rain's gonna fall)

Testi e musiche di Bob Dyan, tranne "Deportee" di Woody Guthrie Testi italiani di Gian Pieretti

Gian Pieretti: voce, armonica a bocca
Marco Bonino: chitarra, basso, batteria, arrangiamenti, cori
Paki Canzi: pianoforte, organo hammond (già dei Nuovi Angeli)
Slep: slide guitar
Dino: cori (Eugenio Zambelli)
Registrato e mixato agli Homberger Studios di Torino

Ed ecco un profilo di Gian Pieretti.

Nato a Ponte Buggianese, in provincia di Pistoia, il 12 maggio 1940, Dante Luca Pieretti arriva a Milano nel 1959 e inizia una collaborazione autorale con Ricky Gianco, suonando anche nel suo gruppo (i Satelliti).
Debutta come interprete nel 1963 con lo pseudonimo di Perry con una rivisitazione di "Amour perdu" di Adamo firmata da lui con Gianco.

E' la canzone che Franco Battiato sceglierà per intitolare il suo debutto da regista del 2003, ricantandola con il testo di Angelo De Lorenzo.

Sul lato B del 45 giri c'è "Uno strano ragazzo", in cui affronta, con clamoroso anticipo sui tempi, il tema dell'omosessualità.

Sceglie poi lo pseudonimo di Gian Pieretti e si mette in proprio con un gruppo di accompagnamento tutto suo, i Grifoni, che sono in sostanza una prima incarnazione dei Quelli che poi diventeranno Premiata Forneria Marconi (la formazione comprendeva Franz Di Cioccio, Franco Mussida, Pino Favaloro e Tony Gesualdi).
Nel 1966 pubblica "Il vento dell'est", prendendo lo spunto da "Catch the wind" di Donovan.

Gian Pieretti partecipa al Festival di Sanremo del 1967 - quello segnato dalla morte di Luigi Tenco - con una canzone firmata da lui e da Ricky Gianco ispirata a "Rainy Day Women #12 & 35", che diventa un successo commerciale (più nella versione del secondo esecutore, Antoine, che in quella di Pieretti): si intitola "Pietre".

La sua etichetta discografica, la Vedette, gli pubblica l'album di debutto, "Se vuoi un consiglio" (ripubblicato in versione expanded nel 2010 da On Sale Music).

Continuando la collaborazione con Ricky Gianco firma una delle migliori canzoni del repertorio dell'Equipe 84, la suggestiva "Nel ristorante di Alice", che esce nel 1968.

Nello stesso anno partecipa al Cantagiro con "Felicità felicità"

e l'anno successivo, dopo aver pubblicato un secondo album ("Il viaggio celeste di Gian Pieretti") prende parte alla stessa manifestazione con "Celeste", che riecheggia "Atlantis" di Donovan.


In seguito firma come autore "Accidenti", presentata a Sanremo nel 1970 da Rocky Roberts in doppia esecuzione con il Supergruppo, una sorta di "selezione" dei complessi del momento; ne facevano parte Ricky Gianco (chitarra e voce), Victor Sogliani dell'Equipe 84 (basso e voce), Mino Di Martino dei Giganti (chitarra e voce), Gianni Dall'Aglio dei Ribelli (batteria) e Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik (chitarra e voce).


E' ancora fra gli autori del Festival di Sanremo nel 1972 grazie a "Un viaggio in Inghilterra", presentata dai Nuovi Angeli

Nel 1973 pubblica il coraggioso concept album "Il vestito rosa del mio amico Piero", che ha come protagonista un ragazzo omosessuale. Lo potete ascoltare interamente qui sotto.

L'insuccesso del disco e un cambio di casa discografica (dalla Ricordi alla Dig-It) danno origine a un album, "Cianfrusaglie", in collaborazione con Ivan Graziani, pubblicato nel 1975; l'album contiene fra l'altro una versione di "Harvest" di Neil Young intitolata "Canada".

Nel 1978 si occupa della produzione di Laura Luca, che con "Domani domani" partecipa con buoni risultati al Festival di Sanremo del 1978.


Gian Pieretti torna attivo discograficamente nel 1989 con l'album "Don Chisciotte", seguito nel 1992 da "Bang", e qualche anno più tardi, nel 1997, con il live "Caro Bob Dylan...", che contiene cinque versioni in italiano di canzoni di Dylan: "Blowin' in the wind", "Mr. Tambourine man", "The times they are a-changin'", "Rainy Day Woman #12 & 35" e "It ain't me babe"), oltre alla canzone che intitola l'album.

Nel 1998 scrive e canta la canzone-sigla del "Processo alla Tappa" televisivo:


Nel dicembre 2013 pubblica il suo nuovo album, "Cinquant'anni da poeta", un doppio cd con un disco di brani nuovi arrangiati da Marco Bonino e un altro di vecchi successi riarrangiati dal chitarrista Claudio Damiani.

Nel 2016 e nel 2017 lavora al nuovo album, intitolato "Nobel", dedicato al repertorio di Bob Dylan, che viene pubblicato nel 2019.

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