Suonando la California: Blue Cheer, "Vincebus Eruptum"
Blue Cheer – VINCEBUS ERUPTUM (Philips, PHS 600-264, Lp, 1968, USA)
Lato A: Summertime Blues / Rock Me Baby / Doctor Please
Lato B: Out of Focus / Parchment Farm / Second Time Around
Dick Peterson (basso e voce); Paul Whaley (batteria); Leigh Stephens (chitarra)
I Blue Cheer nascono in California nel 1966 come blues band di sei elementi, ma già nel 1967 si riducono a trio. La formazione classica è composta da Dickie Peterson, già precedentemente con gli sconosciuti Group B, dal batterista Paul Whaley, che sostituì da subito Eric Albronda, e dal chitarrista Leigh Stephens, poi sostituito nel 1968 da Randy Holden. Un classico power trio sulla scia del Jimi Hendrix Experience e dei Cream, ma con un’impronta decisamente rock’n’roll e blues e un sound poderoso, fragoroso, straripante e decisamente amplificato.
I tre raggiungono un successo inaspettato con la rivisitazione hard rock di "Summertime Blues", pubblicata come singolo,un rock’n’roll rockabilly targato 1958 di Eddie Cochran, composto con il suo manager Jerry Capehart. Nel 1968 i Blue Cheer incidono e pubblicano i loro primi due album: VINCEBUS ERUPTUM e OUTSIDEINSIDE. L’album d’esordio – il cui nome indica un particolare tipo di Lsd, quasi a rappresentare l’altra faccia della psichedelia californiana – vede in apertura il loro cavallo di battaglia "Summertime Blues" e il loro inno "Out of Focus" (lato B del loro primo 45 giri) composta da Dick Peterson. Sei lunghe tracce, tre per facciata, restano il prototipo di tanti brani hard rock che possono ricordare per potenza i primi Who dall’altra parte dell’oceano.
"Rock Me Baby" è uno standard blues basato su "Rockin’ and Rollin’" di Lil’ Son Jackson del 1951, composto da Joe Josea e B.B. King, che la incise a fine anni Cinquanta. La versione Blue Cheer è un
acid blues dal riff ossessivo, e come "Summertime Blues" o "Satisfaction" dei Rolling Stones – che appare nel secondo album – viene completamente stravolta dal trio californiano rispetto agli originali.
"Doctor Please", di oltre 8 minuti, è devastante, cantata da Dick Peterson come se fosse il suo ultimo desiderio di prima di morire. "Parchment Farm (Parchman Farm)" di Mose Allison assume toni cupi e cruenti e una aggressività metallica non indifferente. L’album si chiude con "Second Time Around", con l’assolo di chitarra e il ritmo martellante del basso di Dick Peterson con accenni psichedelici di grande fascino.
Leigh Stephens è l’uomo cardine del trio, con la sua Gibson SG (dal vivo nel 1968 la band si presenta con 24 speakers e 6 amplificatori), è sicuramente meno raffinato di Jimi Hendrix, meno tecnico, ma decisamente efficace con riff e assolo debordanti e pesanti.
I Blue Cheer ripudiano senza esitazione ogni sorta di ottimismo o pacifismo tipico del flower-power, nonché il concetto carissimo agli hippie di droga come propulsore per immaginifici viaggi della mente.
Il trio californiano si conferma protagonista e interprete di un selvaggio e allucinato modo di suonare il cosiddetto blues elettrico. Un continuo muro del suono, melodie depravate e riff sviluppati adagio ma totalmente distorti. Punk prima che esistesse il punk, hard rock prima che esistesse l’hard rock, heavy metal prima che esistesse l’heavy metal.
Anche se la critica e certi studiosi indicano come inizio dell’hard rock "Communication Breakdown" dei Led Zeppelin (marzo 1969) e dell’heavy metal "Iron Man" dei Black Sabbath (settembre 1970), i Blue Cheer, è una constatazione, erano già così dannatamente pesanti a fine 1967 e inizi 1968.
Nonostante "Summertime Blues" sia entrata nella Top Ten e VINCEBUS ERUPTUM abbia visitato le classifiche alla sua uscita, si tratta quasi di un caso, in quanto la band in seguito non avrà mai un grande successo. La sua carriera negli anni subirà numerosi cambi di formazione, scioglimenti, reunion varie. Trasferiti in Germania, vivono una seconda giovinezza e hanno un grande seguito, con diverse antologie con inediti e dischi live.
Il testo di questo articolo è tratto da "L'onda sulla baia", di Aldo Pedron e Maurizio Galli, Arcana edizioni. (C) 2021 Lit edizioni S.a.s. per gentile concessione
