Suonando la California: Mike Bloomfield/Al Kooper/Steve Stills, "Super Session"

Un viaggio di tre settimane fra gli album epocali del "San Francisco Sound", raccontati da Maurizio Galli e Aldo Pedron
Suonando la California: Mike Bloomfield/Al Kooper/Steve Stills, "Super Session"

Mike Bloomfield, Al Kooper, Steve Stills – SUPER SESSION (Columbia, CS 9701, Lp, 1968, USA)

Lato A: Albert’s Shuffle / Stop / Man’s Temptation / His Holy Modal Majesty /Really
Lato B: It Takes a Lot to Laugh, It Takes a Train to Cry / Season of the Witch / You
Don’t Love Me / Harvey’s Tune

Mike Bloomfield (chitarra elettrica solo sul Lato A); Steve Stills (chitarra elettrica solo sul Lato b); Al Kooper (pianoforte, organo, ondioline, canto, chitarra a 12 corde e chitarra elettrica); Harvey Brooks (contrabbasso); Eddie Hoh (batteria); Barry Goldberg (pianoforte elettrico in "Albert’s Shuffle" e "Stop")

Registrato ai Columbia Recording Studio di Hollywood il 28 e 29 maggio del 1968 e pubblicato il 22 luglio del 1968,l’album fu prodotto da Al Kooper e raggiunse le classifiche di vendita in Usa al 12° posto. Al Kooper e Mike Bloomfield si erano già incontrati e avevano suonato assieme in occasione della registrazione dell’album HIGHWAY 61 REVISITED di Bob Dylan e avevano già dato spettacolo anche nella controversa e fischiatissima esibizione elettrica di Bob Dylan al Newport Folk Festival del 25 luglio 1965. Al Kooper aveva appena lasciato i Blood Sweat & Tears, dopo aver inciso con loro soltanto l’album d’esordio, e aveva trovato lavoro come A&R alla Columbia. Mike Bloomfield, dal canto suo, era uscito da poco dagli Electric Flag e in precedenza era stato nella Butterfield Blues Band. 

L’illuminante visione di Kooper è di incidere un album rock ma con lo spirito dei grandi album jazz degli anni Cinquanta e primi Sessanta, con brani nuovi o degli standard. Kooper prenota lo studio di registrazione per due giorni nel maggio del 1968 e oltre a Bloomfield recluta un nutrito numero di grandi strumentisti. Nel primo giorno incidono principalmente brani strumentali di blues con una sola escursione nel jazz con "His Holy Modal Majesty", un tributo a John Coltrane che ricorda anche "East-West", un brano che è anche il titolo del secondo album omonimo della Butterfield Blues Band.

Il secondo giorno, tutti pronti a registrare, Mike Bloomfield non si presenta lasciando una nota: “Caro Alan non ho dormito, sono tornato a casa, scusami!”. La scusa si dice sia per motivi di salute, lui, emotivamente instabile, eroinomane perso, usava tranquillanti a dismisura e non dormiva mai, la sua era insonnia cronica ma con la chitarra era davvero unico. Ecco perché si cerca immediatamente un sostituto e vengono chiamati diversi chitarristi in tutta la California: chi risponde subito alla chiamata è Steve Stills (poche settimane prima di entrare nel trio Crosby Stills & Nash) che suona al posto di Bloomfield per tutta la seconda facciata del disco. Nasce così una mega session con l’aggregazione di musicisti superscafati, non una formazione stabile bensì un supergruppo destinato a durare lo spazio di un disco, ma che disco!

Per Bloomfield, è l’occasione giusta per emergere definitivamente ed essere valorizzato per le sue vere competenze e l’innata bravura.
Restano memorabili i pochi brani in cui è presente, come l’iniziale e strumentale "Albert’s Shuffle" (firmata Kooper-Bloomfield). In pieno Chicago style, Bloomfield dimostra di aver perfettamente imparato la lezione dei più grandi bluesmen, aggiungendovi quel tocco di estro, creatività e genialità che sono in pochi al mondo ad avere. Kooper e Bloomfield sono anche gli autori di "His Holy Modal Majesty", oltre 9 minuti, e di "Really". Musica limpida, esemplare, impostata da Kooper sui binari di un blues fluente che si tinge di jazz, rock, soul e country di alta classe. Kooper estrae suoni meravigliosi dall’organo e Bloomfield ha in sé suoni dolci e piccanti al tempo stesso. Al disco Kooper, dopo alcuni ripensamenti, aggiunge i fiati in post-produzione. 

La prima facciata è all’insegna del rock-blues, con gli interludi funk di "Man’s Temptation", una composizione di Curtis Mayfield e della già citata e jazzata "His Holy Modal Majesty" con le tastiere elettroniche (ondioline) di Al Kooper in evidenza. "Stop", in stile funk, è a firma Jerry Ragovoy e Mort Shuman ed è stata incisa originariamente nel dicembre del 1967 da Howard Tate.
Steve Stills in questo SUPER SESSION è davvero eccellente, soprattutto in "Season of the Witch", una composizione di Donovan qui dilatata, in versione psichedelica, vibrante e in una jam improvvisata di oltre 11 minuti, in cui Kooper alle tastiere e Stills alla chitarra con il pedale wah wah offre momenti di pura libidine e attimi da pelle d’oca. "It Takes a Lot to Laugh, It Takes a Train to Cry" di Bob Dylan in apertura del lato B è in una versione country-rock. Kooper oltre al pianoforte, l’organo e cantare, suona l’ondioline (strumento inventato nel 1941 e simile all’Ondes Martenot), una tastiera francese e vero precursore del moderno synth.

"You Don’t Love Me" è un rhythm & blues composto e inciso da Willie Cobbs nel 1960 e adattato da una precedente incisione di Bo Diddley del 1959 dal titolo "She’s Fine She’s Mine". Di "You Don’t Love Me" ricordiamo anche una splendida versione successiva a SUPER SESSION nell’album AT FILLMORE EAST, doppio album dal vivo della Allman Brothers Band del 1971. "Harvey’s Tune", in chiusura del disco (firmata Harvey Brooks), è impreziosita dagli arrangiamenti dei fiati. 

Un album di grande risonanza, suonato divinamente, spontaneo, da vera jam session con tre musicisti pieni di fantasia, provenienti da mondi diversi, tutti e tre originari di formazioni che in un modo o nell’altro avevano perso la loro strada e tutti e tre musicisti veri, frenetici, furiosamente e altamente creativi. Un disco di blues cosmico, un album che resta ancora oggi un piccolo gioiello e un vero capolavoro. 

Nel 2003 la Legacy Records (Columbia/Sony) nella nuova versione rimasterizzata in Cd ha aggiunto alcune bonus tracks: "Albert’s Shuffle" (mix inedito del 2002 senza fiati), "Season of the Witch" (mix inedito del 2002 senza fiati), "Blues For Nothing" (studio outtake) e "Fat Grey Cloud" (inedita dal vivo al Fillmore West di San Francisco del 1968) e con una formazione differente in cui spiccano i soliti Al Kooper e Mike Bloomfield accompagnati da John Kahn al basso e Skip Prokop alla batteria.


Il testo di questo articolo è tratto da "L'onda sulla baia", di Aldo Pedron e Maurizio Galli, Arcana edizioni. (C) 2021 Lit edizioni S.a.s. per gentile concessione

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