Il 2022 sarà l'anno della definitiva ri-affermazione del rock nelle classifiche?

Non possiamo che augurarcelo, naturalmente, e in modo propiziatorio apriamo questo 2022 col botto, con quattro pezzi - e un classico - contenuti nella playlist "I wanna rock", che fotografa la nuova generazione guardando con rispetto ai big del passato.
Il 2022 sarà l'anno della definitiva ri-affermazione del rock nelle classifiche?

Cosa aspettarsi dalla musica, in questo 2022? Sarà l'anno della definitiva ri-affermazione delle chitarre e della musica suonata, ma suonata per davvero? I presupposti ci sono tutti.

D'altronde tra i talenti di nuova generazione più apprezzati a livello internazionale del 2021 ci sono due artisti che si ispirano entrambi al passato, per suono, stile e attitudine. Da un lato i "nostri" Maneskin, finiti sul tetto del mondo dopo aver scritto una delle pagine più belle della ultrasettantennale storia del Festival di Sanremo con il rock di "Zitti e buoni" e dopo aver trionfato sul palco dell'Eurovision Song Contest: "Ecco come quattro italiani ossessionati dagli Anni '70 sono diventati la nuova rock band preferita degli americani", ha titolato il Los Angeles Times pochi giorni fa, pubblicando un pezzo sull'ascesa al successo del quartetto composto da Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi e Ethan Torchio, che ha conquistato non solo pubblico e critica ma anche giganti del rock come Little Steven (lo storico chitarrista di Bruce Springsteen), Alex Kapranos dei Franz Ferdinand e addirittura i Coldplay. Dall'altro Olivia Rodrigo, la 18enne cantautrice statunitense che è diventata una superstar internazionale grazie alle canzoni del suo album "Sour", mischiando folk, rock, punk e pure echi di Radiohead. Il successo dei Maneskin e della Rodrigo ha fornito non pochi spunti di riflessione ai critici d'oltreoceano e Billboard ha parlato di una vera e propria riscoperta, da parte del pubblico, della bellezza del rock. Se le chitarre torneranno effettivamente in alta rotazione e nei primi posti delle classifiche lo scopriremo solo nei prossimi mesi. Non possiamo che augurarcelo, naturalmente, e in modo propiziatorio apriamo questo 2022 col botto, con quattro pezzi - e un classico - contenuti nella playlist "I wanna rock", che raccoglie le uscite più importanti del genere e che fotografa la generazione rock contemporanea, guardando con rispetto ai grandi del passato mentre cerca le voci e i protagonisti di oggi. .

Il classico arriva dal repertorio degli Oasis, tornato in voga - ma è davvero mai passato di moda? - grazie alle celebrazioni legate ai venticinque anni dai due leggendari concerti che nell'estate dle 1996 videro la band guidata dai fratelli Gallagher, all'apice del successo, esibirsi a Knewborth Park di fronte a oltre 200 mila spettatori. È "Supersonic", il manifesto del gruppo simbolo del britpop: fu il primo singolo ufficiale degli Oasis, il primo estratto dal loro album d'esordio "Definitely maybe". Sarà, ma a distanza di venticinque anni da quei due storici concerti, il sound del gruppo sembra comunque attualissimo, in grado di comptere tanto con quello di band che negli Anni '90 c'erano già - non si sono sciolte e si sono evolute - quanto con quello di gruppi di nuovissima generazione. In una parola: evergreen.

Ci ricorderemo del 2021 - tra le altre cose - come dell'anno di "Medicine at midnight" dei Foo Fighters. Ovvero quando Dave Grohl e soci deciserodi incidere il loro "Let's dance", come più volte il frontman della band ha definito l'ideale successore di "Concrete and gold". Con le canzoni di "Medicine at midnight", da "Love dies young" in giù, i Foo Fighters hanno momentaneamente messo da parte il loro sound abituale per andare a recuperare quello del rock Anni '80, mischiando i chitarroni con sintetizzatori e tastiere: un modo per mettersi in gioco e per omaggiare a modo loro l'operazione che nell''83 vide David Bowie buttarsi sulla disco music, complice la collaborazione con Nile Rodgers degli Chic. 

Una promessa: Jack Kays. Classe 1998, il giovane cantautore - originario di Cincinnati, nell'Ohio - è l'ultima scoperta del batterista dei Blink-182 Travis Barker, che suona con lui nel singolo "Outrun myself". La sua musica spazia dall'hip hop all'alternative, passando per il folk. In primo piano ci sono però i testi, nei quali Kays racconta tutto il suo disagio: i problemi mentali, la dipendenza dalle droghe, la voglia di riscatto. Sboccerà nel 2022?

Tra i dischi più attesi del 2022 c'è sicuramente il nuovo dei Kasabian, discograficamente fermi a "For crying out loud" del 2017. Sui dettagli dell'album non filtra nulla, dalla band. Che però ha offerto un antipasto del lavoro con il singolo "Alygatyr", scritto da Sergio Pizzorno e prodotto dallo stesso musicista insieme a Fraser T Smith e missato da Spike Stent, già al fianco di - tra gli altri - Florence and the Machine, Keane, Kooks, Adele, U2, Depeche Mode, Coldplay, Muse, Linkin Park e degli stessi Oasis. Tre minuti di pura adrenalina, tra chitarroni e coretti, puro stile Kasabian: insomma, c'è tutto quello che ci deve essere.

"E mo'?", verrebbe da dire, in romano. Già: e adesso? La domanda è la sfida che i Maneskin dovranno affrontare e superare nel 2022: il 2021 è stato un anno incredibile, per Damiano David e soci.

La vittoria a Sanremo, il trionfo all'Eurovision, il successo internazionale, i Dischi di platino vinti ovunque, l'apertura per i Rolling Stones, l'MTV Emas come Best Rock, le ospitate nei programmi di punta della tv statunitense, i complimenti dei big della scena. La band sta lavorando al suo nuovo album, l'ideale successore di "Teatro d'ira - Vol. I": doveva uscire entro la fine del 2021, Damiano, Victoria, Thomas e Ethan hanno deciso di prendersi più tempo per fare le cose con calma. L'ultimo singolo pubblicato dal gruppo è "Mammamia", il primo inedito che Damiano & Co. hanno fatto uscire dopo "Teatro d'ira - Vol. I". Ci faranno sognare ancora?.

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