Eric Clapton rinuncia al risarcimento per la causa del bootleg

Lo staff dell’artista: 'La controparte non è il tipo di persona che Eric vuole prendere di mira, non vogliamo i suoi soldi'. Ma se dovesse essere presentato ricorso...
Eric Clapton rinuncia al risarcimento per la causa del bootleg

La notizia della causa legale intentata - con successo - da Eric Clapton nei confronti di una 76enne vedova tedesca, rea di aver messo in vendita su eBay un bootleg del chitarrista britannico al prezzo di 9,95 euro ha fatto il giro del mondo. La rappresentazione della rockstar miliardaria che trascina in tribunale una donna anziana e sola, costringendola a pagare 3.400 euro di spese legali non deve essere piaciuta all’artista, o - almeno - a chi gestisce la sua carriera: per mezzo di una nota ufficiale fatta pervenire al fan club ufficiale dell’ex Cream lo staff di Clapton ha tenuto a rendere pubbliche alcune precisazioni in merito alla vicenda.

“Dati i resoconti di stampa spesso fuorvianti pubblicati su una recente vicenda riguardante un bootleg che ha coinvolto una donna tedesca, in queste righe trovate chiarimenti per mettere le cose in chiaro”, si legge nel comunicato firmato dal management dell’artista: “La Germania è uno dei numerosi paesi in cui sono diffuse le vendite di CD illegali non autorizzati, solitamente di scarsa qualità, cosa che danneggia sia l'industria discografica che il pubblico, nel momento acquista prodotti di standard inferiore. Negli ultimi 10 anni gli avvocati tedeschi nominati da Eric Clapton, e da un significativo numero di altri noti artisti e case discografiche, hanno perseguito con successo migliaia di casi di bootleg nell'ambito delle normali procedure di copyright”.

“L'intenzione non è prendere di mira le singole persone che vendono CD dalla propria collezione, ma quanti producano attivamente copie di dischi non autorizzate per la vendita. Nel caso di un privato che vende articoli non autorizzati da una collezione personale, se dopo aver ricevuto la prima diffida gli articoli incriminati fossero stati ritirati, i costi sarebbero stati minimo o, addirittura, non ci sarebbero stati”, prosegue la nota: “Gli avvocati e il management di Eric Clapton (e non Eric personalmente) identificano le vendite illegali, inoltrano una dichiarazione firmata, ma da lì in poi Eric Clapton non è coinvolto in alcun caso, e il 95% dei casi vengono risolti prima di andare a giudizio in tribunale”.

Cosa è andato storto, quindi, con la signora tedesca? “Questo caso avrebbe potuto essere risolto rapidamente, e con una spesa minima, ma sfortunatamente in risposta alla prima diffida standard degli avvocati tedeschi la controparte ha risposto: ‘Sentitevi liberi di intentare causa nel caso insistiate con le vostre richieste’. La replica ha innescato il passo successivo nelle procedure legali standard, e la Corte ha quindi emesso l'ingiunzione iniziale”, ha spiegato il management: “Se la controparte avesse acconsentito alle richieste iniziali i costi sarebbero stati minimi. Se avesse spiegato da subito - e completamente - i fatti con una semplice telefonata o con lettera al team legale, avremmo potuto rinunciare a qualsiasi richiesta di risarcimento evitando così qualsiasi spesa. Tuttavia la controparte ha nominato un avvocato, che ha impugnato la decisione di ingiunzione: il giudice le ha consigliato di tornare sui propri passi per evitare spese, ma senza successo. Il ricorso è stato respinto e, di conseguenza, la controparte è stata condannata al pagamento delle spese legali”.

“Quando la vicenda è emersa nella sua completezza ed è stato chiaro che la controparte non fosse il tipo di persona che né Eric Clapton, né la sua casa discografica, desidera prendere di mira, lo stesso Eric Clapton ha deciso di non intraprendere ulteriori azioni legali, e di non essere intenzionato a riscuotere le spese che gli sono state riconosciute dalla Corte. L’artista, inoltre, spera che l'individuo stesso non debba sostenere ulteriori costi”.

La chiusura della vicenda, tuttavia, non dipende dalla volontà del solo Clapton, vincitore in primo grado: nel caso, nonostante la decisione di rinunciare al riconoscimento delle spese legali, Klaus Günther, il legale della donna, dovesse mantenere fede a quanto dichiarato a Bild e ricorrere in appello, la causa legale potrebbe proseguire. E i costi di un eventuale risarcimento, ovviamente, lievitare…

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