Canzoni da leggere: Mina, "I discorsi"
I discorsi
Testo di Mina, musica di Augusto Martelli
Incisa da Mina nell’album "I discorsi", 1969
Nella sua carriera, Mina avrà inciso un migliaio di canzoni: anzi forse di più, visto che, contandoli, i suoi album superano la settantina (antologie escluse). E la sua voce, si sa, è unica. Ma se è diventata per tutti “la Mina”, forse è stato anche per via di una delle pochissime canzoni di cui Mina si è scritta il testo da sola. Perché musica pop significa “popolare”: dunque per tutti, non solo per chi riesce a seguire il filo di profondi e acculturati discorsi. Tanto che "I discorsi" che ha scritto Mina, erano… i discorsi della gente comune, valori del popolo perfetti per la carta d’identità del “pop”.
I discorsi di Mina erano le parole di una donna qualunque, come tutte, innamorata di un uomo qualunque, come tutti, col coraggio di dirgli…
“I discorsi che fai non mi parlano di te… Dici cose curiose, ma non sono cose tue... Vieni qui, vieni qui, non importa se non sei il premio Nobel di quest’anno, non m’importa se non farai niente d’immortale, niente di geniale, non ti preoccupare… Tu mi ami: e so che questo basterà”.
Tutto qua? Sì. Ed eccolo, il segreto di Mina: diventata la più grande cantante pop italiana perché il cuore del popolo italiano, lei, l’ha saputo toccare. Agendo per una volta da autrice, in una canzone nascosta del suo infinito repertorio da interprete.
Mina
Mina Anna Maria Mazzini, classe ‘40, debutta diciottenne alla Bussola di Marina di Pietrasanta, mostrando subito un talento strepitoso. È l’estate ’58 e a dicembre un discografico le fa incidere un 45, "Malatia", a nome Baby Gate: da allora non ha smesso di incidere. Nel 1960 l’LP "Tintarella di luna" la lancia al primo posto dell’hit parade e lei diviene definitivamente Mina; nel ’61 si fa conoscere all’estero; dal ’64 è primattrice della TV di prima serata; nel ’67 fonda col padre la PDU con cui si produce tuttora. Nel ’74 con "Milleluci" dà l’addio alla TV, poi rinuncia ad esibirsi anche dal vivo, dopo un concerto del 23 agosto ‘78.
Sceglie di non apparire più in pubblico, ma sèguita a realizzare uno o più dischi all’anno, alternando inediti scritti da giovani o sconosciuti a riletture di Beatles, Sinatra e Battisti. Forse non sarà verissimo che Mina potrebbe anche cantare l’elenco del telefono, però la frase non pare tanto esagerata: e comunque dal suo eremo svizzero è più di quarant’anni che propone dischi ben curati, capaci di centrare le classifiche e non di rado d’ammaliare ancora la critica. Come ai tempi belli in cui alla sua voce sublime s’abbinava una presenza straripante di vitalità, allegria, eleganza e sensualità.
Questa scheda è tratta, per gentile concessione dell'autore e delle Edizioni della Goccia, dal libro "Canzoni da leggere" di Andrea Pedrinelli, che tratta ben 155 canzoni e i rispettivi interpreti.
