HomePod Mini, arriva in Italia lo smart speaker di Apple: la recensione
15 anni fa usciva l’iPod Hi-Fi: fu la prima “cassa” prodotta da Apple sull’onda del successo dell’iPod. Sembrava un “boombox”, pesava sei chili e costava 379€: è uno di quegli oggetti rimossi dalla memoria dei prodotti della Apple - venne ritirato dal mercato dopo un anno e mezzo. Nel 2017, dieci anni dopo, è arrivato il secondo altoparlante della storia di Apple, l’HomePod: nel frattempo il mercato è diventato radicalmente diverso, dominato da un lato dalle mini casse bluetooth portatili, dall'altro dagli smart speaker che prevedono l’integrazione con gli assistenti vocali.
Solo pochi giorni fa è arrivato sul mercato italiano l’HomePod Mini, la cassa di terza generazione che sta in mezzo a questi due settori di mercato. È facile intuire il percorso che ha portato Apple a questa scelta - e perché l’HomePod maggiore nel frattempo è stato ritirato dal mercato: l’HomePod Mini pesa poco più di 3 etti, 1/20 del suo “nonno” del 2006, e costa 99€. Un oggetto decisamente più accessibile e in linea con la filosofia minimalista di Apple. Lo abbiamo provato.
Cosa è l'HomePod Mini: installazione e design
Sostanzialmente è una piccola sfera colorata, piatta in basso per la base e in alto per far spazio ai controlli. Il tutto pochi centimetri: sta nel palmo di una mano.
L’esterno è di tela colorata: la novità che ha coinciso con il lancio italiano e in altri paesi è la disponibilità in 5 colori. Nella parte superiore un pannello bianco (nero, nel caso della versione in tela nera) con i simboli “+” e “-“ che controllano il volume. Il pannello pannello che si illumina con i colori di Siri quando agisce l’assistente vocale, che è il vero protagonista del sistema.
L’installazione è di una semplicità disarmante - anche paragonata a smart speaker che spesso richiedono app specifiche o di creare reti wi-fi temporanee. Si avvicina l’iPhone all’Homepod, un paio di tocchi e trasferisce le impostazioni dal vostro account Apple: in pochi secondi è visibile e disponibile su tutti i device Apple della rete.
Se ne installate un secondo, si crea automaticamente una coppia stereo - oppure potete creare un’altra stanza autonoma - sul modello di Sonos, per intenderci.
Purtroppo HomePod Mini, nonostante le dimensioni ridotte, funziona ad alimentazione a cavo: è fornito con un alimentatore USB-C di quelli che si trovano anche negli iPod. Spero una prossima versione alimentata a batteria per poterlo spostare in casa di volta in volta.
L'integrazione con Siri e l'ecosistema Apple
HomePod Mini è di fatto parte di un ecosistema chiuso, quello dei prodotti Apple: è fatto per funzionare con iPhone, iPad, Mac e Apple TV. Può venire controllato dalle varie applicazioni specifiche (es. Apple Music o Podcast) ma compare anche in Spotify e in tutte le applicazioni audio di terze parti. Viene controllato anche dall’applicazione “Casa”, che permette di automatizzare vari processi, creando delle “scene”, per esepioo legando il suo comportamento a momento specifici della giornata e sincronizzandolo altri oggetti di domotica, come lampadine e illuminazione smart.
Di fatto HomePod si collega alla rete di casa e diventa in grado di accedere a musica e a contenuti audio in maniera autonoma. Si può controllare con il telefono, ma il punto su cui gioca Apple è l’integrazione con l’assistente vocale. Sul modello di Alexa e degli altoparlanti Amazon o di quelli di Google, basta dire “Hey siri” e si controlla tutto, dalle canzoni alla riproduzione alla richiesta di varie informazioni. Non è un caso, in questo ecosistema, che Apple abbia annunciato un abbonamento ad Apple Music a costo ridotto basato solo su Siri, con indicazioni come “Fammi sentire Bruce Springsteen” o “Suona una playlist relax”.
Personalmente non sono un grande fan di questo genere di caratteristiche, né di avere un microfono in stanza. Nessun complottismo o paura di venir spiato, per carità: solo preferisco avere altoparlanti che facciano gli altoparlanti. Apple promette che i micronfoni si attivano solo con “Hey siri”: va detto che la sua reputazione con la privacy è decisamente più solida di quelle delle altre compagnie big tech.
L'audio: in coppia è meglio
Alla fine HomePod è un altoparlante: come suona? Bene ma non benissimo - nel senso letterale dell'espressione, non dell’espressione ironica che spesso si usa sui social. HomePod Mini è una buona cassa di entry-level, abbastanza equilibrata nei suoni comunque potente per gli 8 centimetri di diametro.
Il suono dipende ovviamente da cosa suonate e un po’ dalle dimensioni della stanza: come le cuffie ha un “computational audio” che adatta il suono e lo migliora oltre quello della fonte. La conformazione dello spearke promette una diffusione a 360°, ma nella mia esperienza è meglio metterne due in coppia stereo, per avere un buon audio.
Manca il supporto allo Spatial Audio/Dolby Atmos e non mi sarebbe dispiaciuto provare anche la versione HomePod classica per un suono un po’ più pieno. Ma l’obbiettivo è chiaro, un prodotto semplice e che si inserisce in maniera discreta nell’ambiente casalingo con un buon risultato sonoro ed un prezzo accessibile. Obbiettivo centrato, in questa ottica.
VOTO: 4/5
PRO: Design di altissimo livello, che inserisce facilmente in ogni ambiente domestico. Installazione decisamente più semplice delle concorrenti, integrazione con l'ecosistema apple, prezzo abbordabile
CONTRO: pur essendo piccoline, sono alimentate a cavo e quindi non mobili. Audio buono per la fascia, ma è meglio decisamente in coppia in versione stereo
PROVATE ASCOLTANDO: "Automatic for the People" (R.E.M.), "Music for psychedelic therapy" (Jon Hopkins), "30" (Adele), "Noi, Loro, gli altri" (Marracash).